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RUGBY/ Italia-Francia (22-21): la cronaca e il tabellino di una vittoria storica

Al Flaminio di Roma, va in scena la penultima giornata del mitico torneo di Rugby: dopo la brutta prestazione con l’Inghilterra, l’Italia cerca l'impresa storica

Andrea Masi (Foto: ANSA)Andrea Masi (Foto: ANSA)

Questa Italia-Francia di rugby al Sei Nazioni è stata una partita storica. Al Flaminio di Roma, va in scena la penultima giornata del mitico torneo di Rugby: dopo la brutta prestazione con l’Inghilterra, l’Italia di Nick Mallet cerca la riscossa contro la Francia davanti all’ineguagliabile pubblico romano alla ricerca dell’impresa.

L’avvio degli azzurri è subito autoritario, Parisse va in fuorigioco e Bergamasco ha l’occasione di andare per i pali. Un’occasione che non ci si lascia sfuggire e che regala il vantaggio italiano. La squadra di Mallet si mostra ben organizzata e con tutt’altro spirito rispetto alla gara contro gli inglesi, gli azzurri si difendono con ordine e mantengono bene il campo. Tuttavia le accelerazioni francesi si confermano irresistibili e al quarto d’ora Clerc segna la meta. Il giocatore del Tolosa evidenzia infatti con un calcetto a seguire la totale mancanza della seconda linea italiana e regala il vantaggio ai galletti. Dopo 5 minuti Parra aumenta poi il vantaggio realizzando un buon calcio e facendosi in parte perdonare la mancanza trasformazione precedente. Potrebbe essere l’inizio della fine ma gli uomini di casa hanno una reazione immediata. Canale ha un buono spunto centrale e guadagna un calcio piazzabile che il solito Bergamasco non sbaglia e regalandoci il 6-8 con cui si conclude la prima frazione di gioco, non prima però dell’impreciso piazzato di Clerc che colpisce il palo e sancisce il termine della prima frazione di gioco.

Nella ripresa una sbavatura iniziale dopo l’ottima difesa su Bonnaire regala il calcio piazzabile a Clerc, che non bissa l’errore del primo tempo. Al decimo è poi ancora Parra che segna la meta con annessa trasformazione, sfruttando un bel buco di Trinh Duc reso più semplice dall’errore di Parisse.  Sembra il colpo di grazia per le velleità italiane, ma non è così, gli uomini di Mallet continuano a crederci e mostrano un carattere da leoni reagendo anche al doppio errore di Bergamasco su piazzati. Al 19esimo una grande azione azzurra orchestrata da Semenzata è chiusa in meta dall’incontenibile Masi odierno. Bergamasco non fallisce la trasformazione e il Flaminio si infiamma. La Francia va in tilt e al 22esimo Lawrence fischia fuorigioco ai francesi. Mirco non si emoziona e dai pali non sbaglia. L’Italia è ormai in scia francese e il piazzato di Parra al minuto 28 non cambia la storia, semplicemente rimanda l’aggancio. Gli azzurri attaccano bene e guadagnano campo ad ogni azione. Al 29esimo il placcatore francese non rotola via e manda Bergamasco al calcio. Gli errori non sono più ammessi e Mirco non sbaglia più. Gli uomini di Lievremont sono nel panico e si dimostrano umani, Huget porta l’ovale fuori dal campo nei propri 22. L’Italia è veloce e guadagna un calcio per fuorigioco. Nello stadio Flaminio non vola una mosca, 34mila spettatori trattengono il fiato in attesa del calcio di Bergamasco che non sbaglia. La rimonta impossibile diventa realtà. A 5 minuti dal termine l’Italia è in vantaggio 22-21. Non c’è tempo per lacrimare, si soffre negli ultimi istanti di un incontro pazzesco, gli uomini di Mallet vendono cara la pelle e resistono nelle ultime mischie francesi anche oltre l’ottantesimo minuto. Il fischio finale di Lawrence libera poi la gioia e l’urlo della capitale. Un urlo che nel 150esimo anniversario italiano ha la dolce melodia di “Fratelli d’Italia”.