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BALOTELLI / Espulso per la quarta volta in carriera e sempre più isolato a Manchester

Mario Balotelli ha collezionato 4 espulsioni in carriera: ripercorriamole in questo articolo che le analizza. Dai tempi dell'Inter al Manchester: sempre sopra le righe.

Mario Balotelli Mario Balotelli

Mario Balotelli, ovvero genio e sregolatezza. Il talento ex-Inter non si è mai fatto mancare nulla, dentro e fuori dal campo: scenate, insulti ricevuti e ricambiati, pettinature improbabili, giocate da applausi, maglie gettate a terra ed altre improvvidamente indossate in tv, canzoncine irritanti cantate negli spogliatoi, gol decisivi e macchine da capogiro. Il tutto con un filo rosso ben chiaro: essere sempre e comunque sopra le righe.

Ieri sera Mario ha racimolato la quarta espulsione della sua carriera: 1 in maglia nerazzurra, 2 con quella del City e l'altra con la maglia dell'Under 21. Ripercorriamo quelle vicende.

La prima espulsione della carriera venne comminata a Super Mario la sera del 29 settembre 2009 in quel di Kazan, amena cittadina e capitale del Tatarstan, durante il match tra i padroni di casa e l'Inter di Mourinho, gara valida per il girone di Champions League 2009/2010.

La gara terminò 1 a 1 e alla fine del match il Vate di Setubal dichiarò a proposito del doppio giallo rifilato a Balotelli: "L'espulsione di Balotelli? A me è sembrata giusta. Gli ho già detto cosa pensavo subito dopo la partita. Credo che sia giusto farsi espellere in casi estremi, per fallo da ultimo uomo o se prendi la palla con la mano sulla linea di porta, ma solo in questi casi. E' stato un errore di inesperienza? Non fatemi rispondere, altrimenti fra cinque anni ancora parliamo dell'inesperienza di Balotelli."

L'Inter vinse poi la Coppa, Balotelli emigrò dal suo amico Mancini che lo accolse a braccia aperte.

E Mario, appena sbarcato a Manchester dichiarò: "I am not a bad boy", che suona all'incirca come "non sono un cattivo ragazzo". 9 gialli e 2 rossi in venti partite in Inghilterra lo hanno però smentito.

La prima espulsione risale all’undicesima giornata di Premier League quando, grazie alla doppietta di Mario Balotelli, il Manchester City di Roberto Mancini riesce a vincere per 2-0 in casa del West Bromwich, squadra al tempo allenata dall'altro italiano Roberto Di Matteo.

E Mario è il protagonista assoluto della gara: realizza una doppietta nel giro di 7 minuti (20esimo e 27esimo, su assist di Tevez e David Silva), poi nel secondo tempo, dopo essere stato ammonito al 60esimo, si becca il rosso diretto al 63esimo per essere venuto alle mani con il centrocampista avversario Youssouf Mulumbu. Risultato: 3 giornate di squalifica.

Una in Champions, una in campionato e adesso una anche in Europa League, per non farsi mancare nulla. Al 36esimo minuto del primo tempo Mario si è fatto cacciare dal terreno di gioco per un'assurda entrata, in perfetto stile kung-fu, sul povero Popov.

Mancini non l'ha presa bene e nonostante l'avesse sempre difeso si è dovuto arrendere e dichiarare a fine gara: "Mario può essere un giocatore fantastico, ma quando fa cose stupide come stasera, è difficile per me, per lui e per la squadra." La stampa inglese non l'ha risparmiato: i titoloni dei quotidiani sportivi erano tutti per lui. E non erano pieni di complimenti.

L'espulsione con la maglia della nazionale (Under 21) Balotelli se la meritò una sera di giugno 2009, in Svezia, durante il match tra i padroni di casa e gli azzurrini di Casiraghi. La gara terminò con il punteggio di 2 a 1 a nostro favore, grazie ad una prodezza balistica proprio dell'allora giocatore dell'Inter. Quella sera a Mario bastarono 38 minuti per farsi buttare fuori: fallo di reazione al limite dell'area avversaria.

Riguardate quel video: la faccia di Giovinco, compagno del nostro eroe, al momento dell'espulsione dice tutto.

Chiudiamo con due citazioni. Una targata Josè Mourinho, a cui scappò un "se ti alleni con Zanetti e Cambiasso e non migliori, hai un solo neurone... e probabilmente è infortunato". Ufficialmente il nome di Mario non venne citato, ma i rapporti allora tesi tra i due sono più di un indizio su chi fosse il destinatario della frase sopracitata.

E l'altra di Xavier Jacobelli, che in un accalorato articolo recita: "Caro Prandelli, non lo convochi in Nazionale per Slovenia-Italia, (Lubiana, 25 marzo, eliminatoria europea) e la successiva amichevole con l'Ucraina (Kiev, 29 marzo). Balotelli non merita di indossare la maglia azzurra sino a quando non cambia registro, non si comporta come sacrosantamente esigono, pretendono il ct, Mancini (che, per colpa sua, si sta giocando la panchina in Inghilterra) e tutti quelli che amano il calcio e non sopportano i comportamenti infantili, ingiustificabili e irresponsabili di un ragazzo di vent'anni, privilegiato, strapagato, stracoccolato."

Ai posteri la sentenza. Perchè il presente sembra averlo condannato.

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