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UDINESE / Bertotto, esclusiva: Guidolin? Fa bene a non parlare di scudetto, però…

Pubblicazione:martedì 22 marzo 2011

Estasi Udinese (foto: Ansa) Estasi Udinese (foto: Ansa)

UDINESE – Intervista esclusiva a Valerio Bertotto – A volare così in alto devi stare attento, specie se non ci sei abituato. Rischi che ti vengano le vertigini e in un attimo ti ritrovi di sotto. Poi sai che fatica risalire fino in cima?

 

Lo sa bene Valerio Bertotto, storico capitano dell’Udinese. Lui c’era nel 1997-98, quando la squadra friulana arrivò terza al termine di un campionato fantastico. “Ma era l’ultimo anno in cui in Champions League si classificavano solo le prime due squadre. Che fregatura!”, dice nell’intervista esclusiva a ilsussidiario.net.

 

Pazienza, nel 2004-05 Bertotto avrà la sua vendetta. Quarto posto, musichetta della Champions League sparata a centinaia di decibel dopo il pareggio interno con il Milan nell’ultima giornata di campionato. E quel giorno lui aveva anche la fascia da capitano legata intorno al braccio. “Fu magnifico”. Sospiro.

 

Oggi l’Udinese sogna di nuovo. I ragazzi terribili di Guidolin sono quarti, a 6 punti dalla vetta. C’è già chi pronuncia la parola scudetto dalle parti del Friuli. Di Natale e compagni giocano un calcio meraviglioso, continuano a vincere. “Ma la Lazio è solo due punti dietro…”. Respiro.

 

Che fa Bertotto? Non lo sa che è pericoloso svegliare chi sogna a occhi aperti?

Sì, ma è più rischioso esaltarsi troppo. A Udine lo sanno bene, per questo vivono tutto con estrema serenità. C’è entusiasmo in città, ma anche se la squadra sta facendo cose incredibili, meglio andarci piano…

 

Sembra di parlare con Guidolin…

Fa bene il tecnico a non sbilanciarsi troppo. L’Udinese deve continuare a giocare con la tranquillità di queste giornate, affrontare le partite senza patemi. Senza dichiarare quali sono gli obiettivi, ma solo concentrandosi sul lavoro giorno dopo giorno.

 

Un pensierino allo scudetto no?

Ci sta, ovvio. Ma sono convinto che solo a sentire quella parola nello spogliatoio friulano comincino a sudare le mani. Meglio preoccuparsi di chi sta dietro, piuttosto. E cercare di mantenere la posizione attuale. Poi ok, se davanti frenano… tutto ciò che arriva in più è ben accetto!

 

Però il pubblico bianconero un po’ ci crede: le radioline sono già sintonizzate sui risultati del Milan, dell’Inter, del Napoli…

La mia no. Scusa, che fanno Lazio e Roma? (ride)

 

Risposta eloquente. Parliamo un po’ della squadra: tutti si concentrano sull’attacco, ma pure la difesa non scherza. Sa che ha preso meno gol dell’Inter?

Ho fatto il difensore per una vita, so che di noi che facciamo il lavoro sporco si parla sempre troppo poco. Anche quando giochiamo bene. Il pacchetto arretrato dell’Udinese ha trovato una quadratura importante. E questo aiuta anche il resto della squadra. Le case si costruiscono dalle fondamenta, no?

 

Giusto. Anche se lo spettacolo arriva poi lì davanti. Che coppia Sanchez-Di Natale: più forte di quella composta da Bierhoff e Amoroso?

Diversa. Ma tutto dipende dal gioco in cui sono inseriti gli attaccanti. La mia Udinese sfruttava le sovrapposizioni laterali di Helveg e Bachini. Loro crossavano per Oliver, che segnava a ogni tiro in porta quell’anno. Se non riuscivamo ad andare sul fondo, allora giocavamo sui tagli di Amoroso e Poggi. C’era una chimica di squadra eccezionale. Ma anche l’Udinese di oggi non scherza: loro sono più piccoletti e viaggiano più palla a terra. Sono bravi negli inserimenti e in più di noi hanno forse gli spunti dei singoli. Ma non saprei dire chi è più forte. E nemmeno tra le due coppie gol…

 

Ce lo dice almeno lei: l’Udinese è da scudetto?

Può essere. Oddio, cominciano a sudare le mani pure a me (ride)…

 

(Marco Guidi)  

 

 

 

 

 


 

 

  

 



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