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UDINESE / Di Carlo, esclusivo: vi racconto il mio Guidolin, maestro di tattica e scalatore formidabile

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Mimmo Di Carlo (Ansa)  Mimmo Di Carlo (Ansa)

UDINESE DI CARLO ESCLUSIVA – Ai tempi del Vicenza dei sogni si diceva che i biancorossi avessero due allenatori. Uno seduto in panchina, Francesco Guidolin. L’altro in mezzo al campo, capitan Mimmo Di Carlo. Un’accoppiata vincente, che portò negli anni Novanta un piccolo club a mettersi in bacheca una coppa Italia e giocarsi una semifinale di coppa delle Coppe.

 

Sarà per questo che, una volta appese le scarpe al chiodo, Di Carlo si è dato subito da fare per emulare il suo maestro Guidolin. Con ottimi risultati sulla panchina del Chievo. Meno su quella della Sampdoria, abbandonata il 7 marzo scorso dopo l’esonero deciso da Garrone. Destino beffardo, proprio nella stagione in cui il suo vate stupisce tutti con l’Udinese dei miracoli. E sì che a febbraio i due si erano incrociati allo stadio Friuli. “Francesco fu gentile come al solito – racconta oggi Di Carlo in esclusiva a ilsussidiario.net -. Noi non venivamo da un bel periodo, mentre loro erano in piena forma. Mi rincuorò e mi disse: ‘Vedrai che tornerete a far risultato’”. Purtroppo, però, le cose alla Samp non migliorarono.

 

In compenso l’Udinese continua a volare sempre più in alto…

C’è da dire che Guidolin è arrivato in una società che già di suo lavora molto bene. Soprattutto nella ricerca e nello sviluppo dei giovani. Quello che ha dato in più Francesco è stato un’identità di gioco importante. Quando trova un ambiente dove può essere se stesso il mister fa emergere tutte le sue qualità.

 

Un po’ come successe a Vicenza?

Sì. Eravamo già un bel gruppo, ma lui aggiunse la sua personalità e ci trasmise la sua straordinaria cultura del lavoro. Mi stupì da subito per la cura che riservava a ogni minimo dettaglio e l’attenzione per il gioco di squadra e la sintonia con noi calciatori. Proprio partendo da questi particolari si costruiscono le grandi stagioni. Non a caso con lui inaugurammo un ciclo molto positivo che nel giro di tre anni ci portò dalla serie B al 7° posto in serie A e alla sfida con il Chelsea per accedere alla finale di coppa delle Coppe.

 

Anche all’Udinese Guidolin può dare inizio a un ciclo importante?

Credo proprio di sì. Molti ripetono che Francesco non ha mai allenato una big. Ma io potrei rispondere che lui è già in una grande squadra. Questa Udinese può arrivare in alto.

 

Su, su fino allo scudetto? La strada è lunga…

Non dimenticate che Guidolin è uno scalatore formidabile. A Vicenza noi giocatori siamo andati qualche volta in bici con lui. In salita era un razzo, nessuno riusciva a stargli dietro. Ci passava accanto e ci lasciava lì, non facevamo neanche in tempo a riconoscerlo. Andava a velocità doppia rispetto alla nostra (ride).

 

Dunque dobbiamo aspettarci di vederlo lassù mentre pianta il vessillo dell’Udinese in cima al campionato?

Parlando seriamente, molto dipende da come i friulani affronteranno le gare. Se continueranno a non avvertire la pressione, allora può succedere di tutto. La squadra è senz’altro buona e Sanchez-Di Natale è una coppia che fa la differenza. Magari…

 

C’è chi dice che Guidolin sia troppo timido e umile per il grande calcio…

 

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