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UDINESE / Di Carlo, esclusivo: vi racconto il mio Guidolin, maestro di tattica e scalatore formidabile

Pubblicazione:martedì 29 marzo 2011

Mimmo Di Carlo (Ansa) Mimmo Di Carlo (Ansa)

Un allenatore va giudicato per i risultati che ottiene in campo. Poi nel resto ognuno è fatto a modo suo. Per me può benissimo allenare anche una tra Milan, Inter o Juventus. A livello tattico non si discute. Tra l’altro ha anche la capacità di essere eclettico a seconda delle situazioni. Non è uno di quelli che si fossilizza su di un modulo e non cambia mai.

 

Quanto ha inciso sulla sua visione del calcio l’aver lavorato con lui a Vicenza?

Posso tranquillamente ammettere che Guidolin ha cambiato il mio modo di “pensare il calcio”. Per me è stato un maestro. Lui riesce a creare uno spirito di squadra eccezionale, per questo i suoi uomini rimangono sempre corti, giocano in 40 metri, aggredendo l’avversario e ripartendo con scambi stretti in velocità. Un po’ come fa il Barcellona, senza mai dare punti di riferimento.

 

A proposito di bel calcio, le piace la Nazionale di Prandelli?

Ha giocato una grande partita in Slovenia. Prandelli sta facendo un ottimo lavoro sia in campo che fuori. Ha dato un bel segnale, facendo capire che pure i valori hanno la loro importanza (il riferimento è alle mancate convocazioni per motivi “etici” di Balotelli e De Rossi ndr). Così i giocatori sono ancora più contenti quando ricevono la chiamata in azzurro.

 

E a livello di gioco come giudica la nuova Italia?

Da tanto tempo non vedevamo un centrocampo così tecnico in Nazionale. Montolivo, Thiago Motta e Aquilani: tutta gente con i piedi buoni, in grado di fare la partita come infatti è stato venerdì sera.

 

In attacco ci sono poi due che Di Carlo conosce bene: Pazzini e Cassano, la coppia gol che tanto è mancata alla sua malinconica Sampdoria dell’ultimo periodo. Più felice o arrabbiato di vederli giocare insieme dopo così tanto tempo?

Sicuramente felice. Mi ha fatto davvero piacere. Pazzini-Cassano è una coppia d’attacco da paura. Nel senso che anche quando non sono in forma riescono comunque a incutere timore alle retroguardie avversarie. Insomma, se ce li hai contro sei sempre in apprensione.

 

Sabato sera Pazzini e Cassano si scontrano nel derby che può decidere lo scudetto: chi vince?

Dico Inter. Perché è ancora dietro, ma arriva a tutta velocità. Ha una spinta maggiore. E poi nel Milan mancherà Ibrahimovic: un giocatore fondamentale per i rossoneri.

 

 

(Marco Guidi)



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