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BOLOGNA / Della Rocca, esclusiva: non penso al futuro ma sogno la Nazionale

FRANCESCO DELLA ROCCA è una delle sorprese positive di questo Bologna che quest'anno, nonostante problemi societari e penalizzazioni, ha disputato un'ottima stagione

Della Rocca con capitan Di Vaio (Foto Ansa)Della Rocca con capitan Di Vaio (Foto Ansa)

Francesco Della Rocca è una delle sorprese di questo campionato. Tornato al Bologna in sordina, dopo qualche stagione con più bassi che alti nelle leghe minori, si è conquistato in toto la fiducia di mister Malesani. Ora non solo è titolare fisso in rossoblu, ma addirittura il suo nome viene accostato dagli esperti di calciomercato alle big, Milan e Inter in testa. Lui però non vuole parlare del futuro. Rimane concentrato sul presente e sul Bologna. E se proprio deve sognare, lo fa sulla Nazionale. In fondo il tempo è con lui: ha solo 23 anni. Ilsussidiario.net lo ha intervistato in esclusiva sul suo momento magico.

Finalmente sei arrivato in serie A, ma come mai a Sassuolo, Brescia e Perugia hai sempre trovato poco spazio in passato?

La mia occasione è arrivata e sono felice di giocare in serie A proprio con la maglia del Bologna. Negli anni passati ho avuto qualche problema fisico che mi ha impedito di giocare con continuità. Ora sto bene e riesco a dare il massimo. Era da tanto che aspettavo questo momento: direi che mi sono fatto trovare pronto.

Quanto ha influito l’arrivo di Malesani sulla panchina del Bologna nella tua crescita come calciatore?

Il mister ha influito molto. Mi ha dimostrato fiducia e mi ha dato l’opportunità di giocare nonostante non avessi molta esperienza. Il suo modo di lavorare senza pressioni mi aiuta molto a credere di più nelle mie potenzialità.

Come mai tu e tuo fratello Luigi, nativi di Brindisi, siete arrivati a Bologna?

Ci siamo trasferiti a Bologna per via del lavoro della mia famiglia. Io e Luigi abbiamo sempre avuto un buon rapporto: il classico tra fratelli direi. Da bambini giocavamo sempre a calcetto insieme ai nostri amici sotto casa. Abbiamo avuto un’infanzia normale.

Poi sono arrivati i provini…

I provini? Avendo tre anni di differenza non ci è mai capitato di farli insieme. La stessa cosa vale per il Bologna: lui è stato chiamato per primo e qualche anno dopo è toccato a me.