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BOLOGNA / Della Rocca, esclusiva: non penso al futuro ma sogno la Nazionale

Pubblicazione:venerdì 1 aprile 2011

Della Rocca con capitan Di Vaio (Foto Ansa) Della Rocca con capitan Di Vaio (Foto Ansa)

 

Luigi è finito alla Triestina in serie B dopo aver esordito e segnato in serie A giovanissimo (non aveva neanche 18 anni!). Tu invece hai fatto il percorso contrario: gavetta in B e C e poi la serie A, ma da titolare e protagonista. Ti è servita anche la sua esperienza precedente per crescere?

Direi che ogni giocatore ha una storia a sé. Ci sono tante situazioni che ti portano a essere nel posto giusto al momento giusto. La fortuna conta molto. Mio fratello ha un’esperienza diversa dalla mia, ma questo non ha influito sul mio percorso. Mi sento cresciuto grazie alla gavetta che ho fatto in questi anni, piuttosto che a quello che ha vissuto lui.

 

Sinceramente, da piccoli chi era più forte?

Direi Luigi: anche perché era più grande di me. In ogni caso i nostri ruoli sono talmente diversi che è difficile fare un paragone.

 

Parliamo di te, sei un centrocampista anomalo: corri tanto, ma hai anche buoni piedi e grande visione di gioco. Ti senti il prototipo del giocatore moderno?

No, non mi sento un prototipo. Mi sono semplicemente adattato al calcio di oggi, che richiede tanta corsa e agonismo.

 

Ti ispiri a qualcuno in particolare?

I giocatori che mi piacciono sono molti, tra gli altri sceglierei De Rossi, Thiago Motta, Aquilani e Montolivo. La mia tipologia di gioco assomiglia molto alla loro.

 

Nonostante tu sia bravo anche offensivamente, non hai ancora segnato. A chi vorresti fare il tuo primo gol in A?

L’importante è che arrivi un gol: contro quale squadra non importa.

 

A chi lo dedicheresti?

Alla mamma.

 

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