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CALCIOMERCATO/ De Benedetti esclusiva: Ronaldo al Milan? Forse per Ibra, Pato e Silva... Mourinho inaugura Real-Barca

José Mourinho, foto AnsaJosé Mourinho, foto Ansa

Mourinho, prima di abbandonare una sfida, deve necessariamente vincerla; è il suo carattere. Non credo proprio che andrà via, se prima non ha vinto tutto col Real. E’ molto attratto dall’ipotesi di poter essere il primo tecnico che vince il campionato in quattro nazioni diverse e la Champions con tre squadre diverse. Tutto questo a meno di goleade o disfatte epocali contro il Barça nelle coppe o in campionato. Restando al Real, Mou non perderebbe nessun treno; le offerte per lui ci saranno sempre, anche tra 2-3 anni. E poi a Madrid ha ormai in mano l’intero club; l’unica voce a lui contraria, quella di Valdano, è stata in qualche modo ‘allineata’.

 

In Italia, e precisamente al Milan, si favoleggia di uno scambio tra Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse delle merengues sarebbe il grande sogno di Berlusconi. Può essere un affare fattibile o parliamo di fantamercato?

Mah, credo che non se ne parli nemmeno. In particolare, l’ipotesi di uno scambio alla pari tra i due non sta né in cielo né in terra. Forse il Madrid potrebbe prendere in considerazione l’idea se il Milan inserisse nella trattativa anche Thiago Silva e Pato… E poi Ronaldo è un simbolo del Real, anche a livello di immagine, di marketing. Se ci mettiamo che Ibra, formalmente, è ancora un giocatore del Barça, si capisce quanto sia improbabile questa trattativa. Penso si tratti di una boutade giornalistica o elettorale da parte di Berlusconi.


Un tecnico molto stimato in Spagna e non solo ma che ha fallito in Italia è Rafa Benitez. Lo rivedremo ancora nel nostro campionato, magari alla Roma, a caccia di un allenatore di prestigio, oppure tornerà in patria?


COMMENTI
13/04/2011 - Se Mou è sportivo, vostra nonna è un tram! (Giuseppe Crippa)

Mourinho sembra aver dimenticato di aver l’anno scorso “ordinato” a due suoi giocatori di farsi ammonire per scontare poi la squalifica in un momento meno critico per la sua squadra. Che venga ora a confrontare la sua sportività con quella di altri allenatori (Guardiola per intenderci) è un gesto estremamente discutibile. Questo signore si atteggia a sportivo ma è ipocrita quanto altri mai.