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BRESCIA CALCIO/ Esclusiva, addio Corioni, abbandonato da tutti

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Gino Corioni patron del Brescia (Foto Ansa)  Gino Corioni patron del Brescia (Foto Ansa)

BRESCIA CALCIO - L’incontro sarebbe avvenuto più o meno un mese fa. In quell'occasione Gino Corioni giocò la sua ultima carta, chiedendo alle banche una mano. I conti non tornavano da tempo: troppe spese, forse investimenti sbagliati o costi troppo alti per continuare a fare calcio in provincia a certi livelli. Il colloquio, racconta una fonte a ilsussidiario.net, sarebbe durato quasi un’ora e il “Pres” sarebbe uscito con una promessa: l'acquisto delle quote del Brescia in caso di Serie A, altrimenti nessun aiuto, liberi tutti e addio calcio. L’era Gino Corioni, presidente amato e odiato dai tifosi, l’uomo che portò Baggio e Guardiola ma che non riuscì mai a far entrare Brescia nel calcio che conta, finì lì, in quelle stanze fredde di una giornata di marzo. Le crepe però si erano già intraviste alcuni mesi prima con alcune mosse che, per chi seguiva da vicino le vicende della Leonessa, erano sembrate subito molto preoccupanti. Prima l’addio del duo Micheli-Mantovani, ingaggiati in blocco dal Napoli di De Laurentiis. Due dirigenti che avevano fatto grande il vivaio della Leonessa, scovando giovani giocatori che poi erano esplosi, portando molti soldi nelle casse biancazzurre. Poi la messa in vendita, mai successa in passato, di giovani talenti della Primavera come Tassi e Leali, due promesse già nel mirino delle big. Infine altri piccoli screzi: da un dualismo mai sanato tra il ds Nani e il consulente Maifredi, ad alcune beghe interne allo spogliatoio, da una parte chi voleva Iachini e dall'altra chi preferiva cambiare la guida tecnica, con la vittoria dei primi che ottennero, alcuni mesi dopo, il ritorno del tecnico marchigiano, esonerato a dicembre.

 

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