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L’ANALISI/ La Sampdoria di Garrone: creazione e distruzione di una società modello

Garrone sconsolato in tribuna (Foto Ansa) Garrone sconsolato in tribuna (Foto Ansa)

 

Il calcio ha una sua logica: con Cassano e Pazzini, nelle prime 8 partite, la Sampdoria marciava a una media che a fine stagione sarebbe valsa 52 punti e un virtuale 8º posto. Estromesso il barese, nelle successive 12 partite la flessione è stata minima, ma dalla cessione di Pazzini la media della squadra è crollata a 0,42 punti/gara, appena 16 in proiezione stagionale. Per questo le colpe di Di Carlo, come quelle di Cavasin arrivato a giochi forse ormai quasi fatti, sono marginali: la forza della Sampdoria stava nel genio, affiatamento e imprevedibilità dei due attaccanti, così come nel talento di Storari che non si era fatto abbastanza per trattenere. Senza i tre artefici del quarto posto, la squadra è implosa. E ora affida al finale di torneo il suo destino: ma aver fatto 6 punti nelle prime 14 gare del girone di ritorno rende assai improbabile coglierne 10 nelle 5 residue. I miracoli possono darsi; ma sarebbe stato meglio non mettersi nelle condizioni di fidarvi.

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