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GIRO DELLE FIANDRE/ Bartoli esclusiva: benvenuti all’università del ciclismo

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Michele Bartoli (Foto Ansa)  Michele Bartoli (Foto Ansa)

CICLISMO GIRO DELLE FIANDRE - Ci siamo. Oggi inizia la stagione delle classiche del nord, quelle che affascinano i veri amanti del ciclismo e che comprendono corse come il Giro delle Fiandre, la Parigi – Roubaix, la Freccia Vallona e l’Amstel Gold Race. La prima di queste gare è proprio il Giro delle Fiandre, che si corre in Belgio, appunto nella parte fiamminga del paese.L’ultimo italiano a vincere è stato Alessandro Ballan nel 2007. Già il Belgio, patria del grande ciclismo, di quell’Eddy Merckx, che è considerato con Fausto Coppi, il più grande corridore di tutti i tempi. Per parlare di questo appuntamento abbiamo sentito Michele Bartoli, uno che su queste strade ha lasciato un’impronta indelebile. Nel suo palmares vanta infatti un Fiandre nel 1996, oltre che due Liegi – Bastogne - Liegi. Senza dimenticare nel suo albo d’oro anche due Giri di Lombardia. Eccolo quindi in questa intervista a ilsussidiario.net.

 

Oggi si corre il Giro delle Fiandre. Come si vince questa corsa?

Bisogna essere in forma, in grande forma. Se non si ha la condizione ideale è inutile anche disputare gare di questo tipo. Bisogna saper leggere la corsa, cercare di stare in testa da quando mancano 150 km al traguardo e sapersi adattare alle particolari condizioni di questa corsa. C’è sempre tanto vento, bisogna saper correre anche così. E’ una classica per grandi campioni, dove bisogna dimostrare tutte le qualità indispensabili per fare ciclismo ad alti livelli.

 

Ha ricordi particolari della sua vittoria nel 1996?

Fantastico, un’emozione grandissima, che mi porterò per sempre. Vincere il Giro delle Fiandre è veramente una cosa straordinaria

 

Un giudizio sul percorso: il muro di Grammont, il Koppenberg e il Bosberg. Quali di questi tre è più decisivo?

Il percorso è adatto per un corridore completo. C’è pianura, c’è salita, discesa. Ci sono questi muri che caratterizzano il percorso: sono molto duri, soprattutto quando le condizioni atmosferiche non sono buone. Il Koppenberg in questo senso è quello più difficile da affrontare. Il muro di Grammont rappresenta l’università del ciclismo. Il Bosberg è quello più vicino all’arrivo, forse il più facile. Poi ci sono tutti gli altri strappi, da non sottovalutare, da affrontare con la maggiore concentrazione possibile. E’ la prima delle classiche del nord.

 

Qual è il fascino di queste gare?

Sono uniche, irripetibili, si corre in un ambiente particolare, veramente speciale. La Liegi – Bastogne -, Liegi, la Parigi – Roubaix, la Freccia Vallona, fino alla stessa Amstel Gold Race, tecnicamente non sono corse facili, presentano grandi difficoltà. Poi certo sta ai corridori saperle interpretare e saper compiere imprese importanti.

 

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COMMENTI
03/04/2011 - Un pronostico sfavorevole (vincerà Gilbert) (Giuseppe Crippa)

Bella questa intervista di Franco Vittadini con Michele Bartoli, indimenticato simpatico campione della terra di Bartali (anche i cognomi sono molto simili) che ci fa presentire quello che certo sarà un grande Mondiale, da vincere assolutamente. Il suoi pronostico nei confronti di Pozzato non è “politically correct” ma in linea con il personaggio, sempre esplicito nei suoi giudizi: speriamo che si sbagli… P.S. A me la foto dell’articolo non sembra sua…