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PAGELLE/ Brescia Fiorentina (2-2): i voti, la cronaca, il tabellino

Dura e pesante contestazione da parte dei tifosi biancazzurri che hanno fischiato a più riprese la squadra e hanno inveito contro il presidente Gino Corioni artefice della retrocessione

Caracciolo disperato (Foto Ansa) Caracciolo disperato (Foto Ansa)

Quattro gol potrebbero far pensare a una gara combattuta, giocata fino all'ultimo secondo, con continui capovolgimenti di fronte. Niente di tutto questo. Brescia Fiorentina è un match di una noia pazzesca, con i biancazzurri che sorbiscono per tutti i novanta minuti di gioco le urla e la contestazione dei tifosi di casa, anche se il vero bersaglio è il presidente delle Rondinelle Gino Corioni. La squadra di Mihajlovic passa subito in vantaggio con Vargas, autore di un gol spettacolare ma dopo dieci minuti recupera Eder che sfrutta un'indecisione della difesa viola. Nella ripresa l'ex Cerci segna il suo ennesimo gol in questo finale di stagione e dopo poco arriva il pareggio di Accardi, uno degli uomini arrivati a gennaio e che avrebbe dovuto fare la differenza, almeno nel reparto arretrato. Finisce con i fischi delle poche migliaia di tifosi che hanno voluto essere presenti oggi per far sentire la loro voce, la loro rabbia, la loro delusione. Per il resto è solo noia assoluta. E ora ci sarà da capire cosa vorrà fare Gino Corioni e se altri imprenditori vorranno acquistare la società.