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NUOTO/ Esclusiva Federica Pellegrini: vincere a Londra e Shangai per battere la "cosa"

Federica Pellegrini (Foto Ugo Zamborlini) Federica Pellegrini (Foto Ugo Zamborlini)

 

Hai detto che preferiresti tornare a Verona e lasciare Parigi, vuol dire che lascerai il tuo attuale tecnico francese Philippe Lucas? E nel caso a chi pensi di affidarti?

Ho detto che desidero tornare a Verona perché è la città in cui ho trovato una perfetta dimensione e riesco a vivere serena sia la mia vita privata che quella sportiva. Questo naturalmente non significa lasciare Philippe. Ci siamo dati i Mondiali di Shanghai come tappa per fare un bilancio della nostra prima collaborazione.

 

In questo senso devi avere un rapporto speciale con questa città, con le tue radici. Ce ne puoi parlare?

Sì, il Veneto e Verona in particolare, rappresentano le mie terre di origine. Verona è semplicemente un posto dove mi sento a casa, peraltro a meno di un’ora d’auto dai miei genitori. Amo questa Regione perché ha tutti gli elementi a me cari: l’acqua del mare, la natura, la montagna e l’arte.

 

Senti ancora la mancanza di Alberto Castagnetti? Ci dai un tuo ricordo sull’uomo e sull’allenatore?

Sento sempre la presenza di Alberto perché è parte di me e vive in me, al mio fianco, soprattutto nei momenti difficili o di forte pressione.

 

C’ è qualcosa che ti ha insegnato Alberto e che ti porterai sempre con te, anche quando smetterai di nuotare?

Di non mollare mai anche nei momenti in cui tutto sembra insormontabile e le paure cercano di prendere il sopravvento. Un bel respiro, un colpetto al cuore e una alla testa: parte tutto da lì.

 

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