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TENNIS/ Internazionali d'Italia, esclusiva Barazzutti: caccia all'anti Nadal, la Schiavone può vincere

Pubblicazione:sabato 7 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:sabato 7 maggio 2011, 13.17

Rafa Nadal, foto Ansa Rafa Nadal, foto Ansa

Ci sono tutte le premesse per dei grandi Internazionali, sia a livello di pubblico, che di interesse dei mass media. Pensa che sarà veramente così?

In effetti sembra che si sia trovato la formula giusta. Far giocare gli uomini e le donne nella stessa settimana è stata una scelta giusta. C’è l’interesse del pubblico, i mass media sono molto attenti a questo avvenimento sportivo. Ci sono tutte le premesse perché questa edizione degli Internazionali sia un gran successo.

 

Qual è la differenza tra i “suoi” Internazionali e quelli di questo 2011, ambiente, pubblico, interesse dei media?

Allora era un periodo d’oro per il tennis italiano maschile. C'erano tanti giocatori di vertice: Panatta, Zugarelli, Bertolucci, Barazzutti... Adesso come allora c'è una grande interesse e un grane riscontro di pubblico, con un miglioramento notevole nell’organizzazione.

 

Come va invece il suo lavoro di commissario tecnico della Nazionale?

Direi bene. Cerco di fare il mio lavoro, cercando di gestire al meglio giocatori e giocatrici. Abbiamo ottenuto importanti vittorie con le donne nella Federation Cup e con gli uomini l’anno scorso abbiamo sfiorato la promozione nella serie A del tennis mondiale.

 

Come si diventa grandi giocatori? E’ qualcosa scritto nel dna o lo si diventa col lavoro?

 

Penso che sia proprio scritto nel dna di una persona. Il campione ha qualcosa di suo, un talento naturale, che poi può sicuramente affinare col tempo.Servono sicuramente l’allenamento e lo sviluppo tecnico ma un fuoriclasse ha queste doti fin da ragazzo. Quelle che poi ti fanno diventare un grande del tennis.

 

(Franco Vittadini)



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