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WOUTER WEYLANDT/ Fotogallery, l'incidente del ciclista belga morto al Giro d'Italia

Il tratto di discesa, a venti chilometri dall’arrivo, a Rapallo (in provincia di Genova), gli è stato fatale. Wouter Weylandt, 25 anni, originario del Belgio, non ce l’ha fatta.

Foto Ansa Foto Ansa

FOTOGALLERY: L'INCIDENTE DI WOUTER WEYLANDT MORTO AL GIRO D'ITALIA -  Il tratto di discesa, a venti chilometri dall’arrivo, a Rapallo (in provincia di Genova), gli è stato fatale. Wouter Weylandt, 25 anni, originario del Belgio (clicca qui per la scheda del corridore), non ce l’ha fatta. Un pedale della sua bici, stando alle prime ricostruzioni, dopo un tornante in cui ha perso l’equilibrio ha toccato l’asfalto. A quel punto la bicicletta è diventata incontrollabile ed ogni tentativo di frenata si è rivelato vano. Il ciclista ha fatto un volo di una ventina di metri (clicca qui per il video dell'incidente). L’impatto con il terreno gli ha provocato molte fratture e la perdita di parecchio sangue dalla testa. Dopo circa 40 minuti, è morto. Inutili i tentativi di 4 medici che hanno tentato di rianimarlo con un massaggio cardiaco. Il giovane corridore sarebbe divenuto padre a settembre e partecipava al Giro d'Italia solo per sostitire Daniele Bennati che si era rotto una clavicola. Ora la famiglia è in profondo stato di choc, «troppo scossa per reagire», come ha riferito Jef Van den Bosch, manager del Wouter, che ha lanciato un appello affinché la stampa, in queste ore, rispetti il loro dolore, evitando di tentare di contattarli. Nel frattempo, il sostituto procuratore di Chiavari, Francesco Brancaccio ha dato il nulla osta perché il suo corpo venga trasferito all'ospedale di Lavagna dove saranno eseguiti gli esami autoptici. Sulla sua morte sarà aperta un’indagine, per accertare le cause dell’incidente. Francesco Moser, contattato in esclusiva da IlSussidiario.net ha commentato l'accaduto (clicca qui per l'intervista): "Mi torna alla memoria quanto successe al nostro Casartelli, durante il tour del 1995. In quella tappa ci furono tre cadute ma nessun corridore riportò fratture. Poi Fabio cadde e se ne andò via… Ogni corridore ha paura di cadere, ma è una cosa con cui si impara a convivere. Chi non vince questa paura non si presenta al via".

 

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