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Atalanta, calcio scommesse: paura retrocessione

Lo scandalo calcio scommesse sembra toccare molto da vicino l'Atlanata. Secondo le indiscrezioni potrebbe essere a rischio la promozione in serie A e forse la retrocessione in C

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Atalanta niente serie A e paura retrocessione in C. La squadra bergamasca vive momenti di grande tensione dopo lo scoppio dello scandalo del calcio scommesse che vede coinvolto il suo giocatore di punta, Cristiano Doni, ma probabilmente l'intera società a livelli diversi. Sono gli inquirenti a definire critica la situazione dell'Atalanta. Gli ultimi sviluppi sembrano infatti preoccupanti. La società bergamasca ha fatto sapere ieri sera di aver affidato agli avvocati Jean-Louis Dupont, Luigi Chiappero dello Studio Chiusano e Gian Pietro Bianchi dello Studio Morelli l'incarico di tutelare gli interessi della società. L'unico indagato è il capitano nerazzurro Cristiano Doni che però nei primi interrogatori avrebbe parlato della complicità di altre due persone, Giorgio Buffone, direttore sportivo del Ravenna, e Gianfranco Parlato, ex calciatore. I due lo avrebbero contatto per manipolare i risultati della squadra relativamente alle partite Atalanta-Piacenza e Ascoli-Atalanta. Tra l'altro la procura ha chiesto di acquisire anche un interrogatorio fatto a Doni lo scorso 14 febbraio relativamente al tifo violento bergamasco, iniziativa che non si capisce al momento che riferimento abbai con l'inchiesta calcio scommesse. In realtà, da alcune intercettazioni telefoniche, è emerso che Doni avesse rapporti di amicizia con alcuni capi ultras, i quali potrebbero essere a loro volta coinvolti nella vicenda scommesse. Esiste al momento una documentazione di 611 pagine del tutto segreta che contiene le indagini su Doni. Tra le indiscrezioni, alcuni dei fermati in seguito all'inchiesta avrebbero detto che la partita Padova-Atalanta finita uno a uno sarebbe stata manomessa per iniziativa diretta dei due club. Se l'Atalanta dovesse dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, sembra ormai certo che la situazione di Cristiano Doni sia gravissima e potrebbe portare alla fine della sua carriera. Eppure a Bergamo quasi nessuno se la sente di accusare il gicatore, simbolo stesso della città calcistica. Tutta Bergamo vive con il fiato sospeso queste ore: dopo aver appena festeggiato l'attesa promozione in serie A, adesso si prospetta l'incubo di una severa penalizzazione che potrebbe arrivare fino alla retrocessione.