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PADOVA/ Gasperini: tutti i segreti del Faraone El Shaaraway, talento sbocciato nel mio Genoa (esclusiva)

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El Shaarawy bomber del Padova (Foto Ansa)  El Shaarawy bomber del Padova (Foto Ansa)

CALCIOMERCATO GENOA PADOVA - Chissà quante volte tra ieri e oggi Stephan El Shaaraway avrà ripensato alla doppietta contro il Varese, all’abbraccio dei compagni, alla corsa sotto il settore ospite dove oltre duemila veneti festeggiavano il 3-3 che valeva la finale con il Novara. Nove gol con la maglia biancorossa, uno più pesante dell’altro, ognuno determinante e importante. “L'ho fatto esordire il 21 dicembre 2008: ero con il mio Genoa a Verona contro il Chievo. Aveva da poco compiuto sedici anni ma ero certo di avere in squadra un vero talento. Il tempo lo sta infatti dimostrando…”. Gian Piero Gasperini sedeva in quel periodo sulla panchina del Grifone e conosce ogni particolare del Faraone. Il tecnico di Grugliasco lo racconta in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net

 

Gasperini, il 21 dicembre del 2008 fece a Stephan un bel regalo di Natale…

Giocavamo a Verona contro il Chievo. Mancavano dieci minuti alla fine e lo buttai nella mischia, al posto di Jankovic. Penso sia tutt’ora il giocatore più giovane che abbia mai esordito nella storia del Genoa.

 

Si vedevano già che era un fenomeno?

Rimasi colpito per quello che faceva con la Primavera. Impressionava per qualità, classe e talento. Non ci voleva un genio per capire che quel ragazzo aveva la stoffa giusta.

 

Chissà come gli tremavano le gambe a giocare ed allenarsi insieme a talenti del calibro di Thiago Motta, Milito, Rossi…

Devo dire che si comportava bene e aveva gli atteggiamenti giusti e rispettosi nei confronti del gruppo. Era proprio un ragazzino, ma mi ricordo che era già apprezzato anche dai giocatori della prima squadra. Il motivo era semplice: se sei giovane ma hai qualità anche i giocatori con più esperienza lo notano e ti apprezzano. Durante gli allenamenti parlava poco, sembrava un po’ introverso. Era sicuramente emozionato a stare lì con i “grandi”…

 

Cosa la impressionò del Faraone?

Il primo controllo della palla. Solo da come metteva giù il pallone capivi che aveva talento. Non aveva ancora la giusta maturità calcistica, ma faceva intravedere che avrebbe avuto un futuro importante.

 

Com'è dal punto di vista fisico?

C'è chi dice che è gracile, ma non è vero: è abbastanza robusto e ben proporzionato. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un ragazzo ancora molto giovane. Alcune caratteristiche si svilupperanno con il passare del tempo. Ma sia chiaro: le basi sono buone.

 

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