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CALCIOMERCATO/ Udinese, Gasparin (ex dg): tifosi non temete, Pozzo porterà nuovi giovani campioni (esclusiva)

Le cessioni di Inler e Zapata e, quella prossima, di Sanchez al Barcellona, aprono scenari di mercato interessanti: l'Udinese come gestirà i 65 milioni di euro incassati?

Pozzo (foto Ansa) Pozzo (foto Ansa)

CALCIOMERCATO UDINESE - In meno di 24 ore l'Udinese ha ufficializzato la cessione di Inler al Napoli e di Zapata al Villareal, per una cifra totale - incassata - di circa 24 milioni di euro. E a breve, nei prossimi giorni se non nelle prossime ore, dovrebbe arrivare la conferma della cessione di Alexis Sanchez al Barcellona, per la cifra di 40 milioni di euro. Tre addii per un totale di 64 milioni di euro: davvero niente male. Ma il popolo bianconero è perplesso: a poche settimane dall'attesissimo e decisivo preliminare di Champions League, vero crocevia della prossima stagione dei friulani, nessuno si aspettava di dover fare i conti con tre partenze di questo calibro. Per cercare di capire quelli che potrebbero essere gli scenari futuri in casa Udinese è intervenuto, in esclusiva a ilsussidiario.net, Sergio Gasparin, ex direttore generale dell'Udinese. Inevitabile chiedere all'ex dirigente come la società avrebbe intenzione di gestire questa somma ingente e, in futuro, come potrebbe spendere questi soldi sul mercato. Gasparin puntualizza subito che "a Udine i soldi non si spendono ma si investono", facendo capire come non è nel DNA della famiglia Pozzo rincorrere grandi nomi sul mercato.

 

"La famiglia Pozzo ha la capacità e l'intelligenza per gestire al meglio la società - dice Gasparin - e anche questa volta saprà ottenere il meglio per la squadra da questa situazione che si è venuta a creare" puntualizza l'ex dirigente, che racconta come "da sempre l'Udinese ha dimostrato di saper investire sul mercato con oculatezza, scovando talenti a basso costo da far crescere ad Udine". Insomma, nessuna preoccupazione deve aleggiare nell'ambiente friulano: "la famiglia Pozzo ha sempre avuto il merito di rimpiazzare chi partiva con giovani fortissimi" dice Gasparin, per cui "le ambizioni friulane non escono ridimensionate dalle cessioni".