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PALIO DI SIENA/ La morte di Messi, cavallo della Chiocciola: parla il prorettore dell'università

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Venendo all’incidente di ieri: «Il senese ama profondamente i cavalli e la morte di uno di essi a è vissuta sempre in maniera dolorosa. Io questa mattina ero in piazza a vedere la prova con gli amici della mia contrada, la Lupa, che partecipa al Palio. Teoricamente, la non partecipazione di una delle altre nove potrebbe rappresentare un vantaggio. Ciononostante i volti delle persone accanto a me, e le parole di sgomento nel vedere il cavallo infortunato (quando ancora si pensava che di semplice infortunio si trattasse) facevano capire che l’episodio era vissuto da noi e da tutti gli altri con presenti estremo dolore». Tra le contrade vi sono alleanze e rivalità. Alcune hanno un “nemico” storico. Quello della Chiocciola è la Tartuca. «La quale  - continua Frati - poteva avere ancora maggiori vantaggi. Ebbene: i suoi appartenenti sono usciti dalla piazza in silenzio, rispettando il dolore della contrada rivale». 

In merito alle polemiche che ruotano attorno all’incidente, Frati chiarisce: «La risposta migliore alle accuse consiste nell’elencare il numero e l’intensità delle misure che il comune di Siena ormai da 50 anni ha messo in atto per limitare al minimo i rischi per i cavalli. Ad esempio ha finanziato una clinica amichevolmente chiamata il pensionato dei cavalli, per gli animali che subiscono degli infortuni. In qualunque ippodromo sarebbero macellati, perché i cavalli non generano più reddito. A Siena gli viene permesso di sopravvivere in un luogo dove vengono curati per quanto è possibile e successivamente, pur non essendo più abili a partecipare a manifestazioni sportive, gli viene garantita una degna vecchiaia».

Non solo: «I cavalli che più hanno colpito l’immaginario popolare per le loro gesta vengono visitati nelle scuderie dai bambini di quella contrada di cui il cavallo, magari, ha vinto un palio». Del resto, «il rischio dell’infortunio – precisa - in una manifestazione sportiva c’è sempre. Per lo stesso motivo dovrebbero impedire, ad esempio, le corse negli ippodromi».

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