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Calcio e altri Sport

TOUR DE FRANCE/ Evans, Schleck, Contador e quel ciclismo epico più forte del doping

Cadel Evans (Foto: ANSA)Cadel Evans (Foto: ANSA)

In quei tempi, carichi di nostalgia, il Tour era l'estate per antonomasia, il mese di luglio aspettato tutto l'anno. Si correva il Tour con squadre nazionali e quindi la passione era ancora più forte. Poi c'è chi ha pensato di rovinare tutto. Le autorità (che non corrono mai per strada) del ciclismo hanno pensato di applicare una “questione morale” e, con tutta la sua virulenza, è esplosa la questione del doping.

Più pudicamente, Brera parlava di chi “beveva”, non solo nel ciclismo, ma anche nel calcio e nell'atletica. Brera non difendeva certo il doping, ma invitava a usare il buon senso, che purtroppo si cominciava a perdere e ora si è  completamente perduto. I criteri e i parametri per giudicare i “dopati” sono  diventati ossessivi, talmente fiscali da essere irritanti. Sarebbe stato  necessario riclassificarli con un minimo di buon senso, punendo severamente quelli che sbracavano letteralmente, invitando tutti a un senso di responsabilità.

Si è battuta invece la strada punitiva e l'ossessione di parametri spesso  assurdi. Felice Gimondi non poteva neppure prendere il Remeflin, un farmaco che gli avrebbe consentito una più facile respirazione e così dovette inchinarsi nella sua carriera a Eddy Merckx, che aveva nella sua équipe conoscitori ben più raffinati di “materiale” dopante. Brera sulla questione dei parametri del doping fu sempre scettico.

Quando  tolsero la medaglia olimpica dei 100 metri al canadese Ben Jonhson, commentò ironicamente: “Se anche prendo qualche cosa di adiuvante, io di certo non lo  batto”. Ma a parte questo, il ciclismo è stato letteralmente investito dalla questione doping per una responsabilità generale. Tuttavia è impressionante come ora il ciclismo rinasca e ritorni ad appassionare la grande parte degli sportivi. La corsa è sempre appassionante e quando arriva la battaglia che i francesi  chiamano bagarre, vedi i tratti più appassionanti di una storia umana.