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MONDIALI PALLANUOTO/ Eraldo Pizzo: spettacolare Italia, Tempesti un fuoriclasse!

Grande prova dei nostri azzurri che hanno conquistato la finale del torneo di pallanuoto che si giocherà sabato. ERALDO PIZZO rivive per noi la semifinale di ieri

Compagna con i suoi ragazzi (Foto Ansa) Compagna con i suoi ragazzi (Foto Ansa)

Lui è Eraldo Pizzo, il giocatore italiano (nato a Genova il 21 aprile 1938) più forte di tutti i tempi della nostra pallanuoto. Quasi un simbolo di questo sport. Il “Caimano”, come fu ribattezzato durante la sua carriera, ha vinto sedici scudetti, quindici con la Pro Recco, uno con il Bogliasco. Soprattutto ha conquistato il titolo olimpico nel 1960 alle Olimpiadi di Roma. E dopo la vittoria del Settebello con la Croazia, nella semifinale dei Campionati del Mondo che si stanno svolgendo a Shanghai in Cina, Pizzo era proprio il personaggio ideale per commentare questa Italia da favola. Eccolo quindi in questa esclusiva per ilsussidario.net

Pizzo siamo stati fantastici con la Croazia…

Fantastici è dir poco. Abbiamo tenuto nelle nostre mani le redini della partita. Quando la Croazia si avvicinava, noi riuscivamo a distaccarci di nuovo. Grande gioco, grande collettivo, tanta sicurezza e un portiere da cineteca.

Stiamo parlando di Stefano Tempesti…

Un fuoriclasse, un portiere straordinario, capace di fermare tante azioni avversarie. Senza nulla togliere al collettivo eccezionale dell’Italia, Tempesti ha dato quel qualcosa in più che ci ha portato alla vittoria in questa semifinale con la Croazia.

E adesso c’è la Serbia: difetti e pregi di questa squadra?

E’una squadra tosta, più forte della stessa Croazia, con una grande concentrazione mentale. Ieri con l’Ungheria ha saputo recuperare una partita che sembrava ormai persa. Fisicamente molto preparata, convinta dei propri mezzi, ma sicuramente non imbattibile.

Come possiamo batterla quindi?

Facendo il nostro gioco: velocità, movimento, non confrontandoci sul piano della lotta. E mantenendo quella concentrazione, quella capacità di essere sempre in partita che abbiamo avuto anche con la Croazia. E poi naturalmente confidando nei miracoli di Tempesti.

Quanto conterà l’aspetto psicologico?

Li vedo carichi i ragazzi, consapevoli delle loro possibilità. Erano partiti dicendo: proviamo a diventare campioni del mondo. Ora sono lì a giocarsela contro la Serbia. Nello stesso tempo sono anche sereni. Sanno di avere fatto un Mondiale da protagonisti. Sono nella condizione giusta per affrontare un impegno così delicato.