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CALCIOMERCATO/ Delio Rossi: vi racconto di Pastore e la mia idea del calcio (esclusiva)

Una lunga chiacchierata con il tecnico romagnolo sui temi caldi del momento. Da Calciopoli, al mercato passando per il suo Palermo. DELIO ROSSI espone il suo pensiero. Mai banale

Delio Rossi ex tecnico Palermo (Foto Ansa) Delio Rossi ex tecnico Palermo (Foto Ansa)

CALCIOMERCATO - Ha fatto bene ovunque è andato. In particolare alla Lazio ed al Palermo, dove i tifosi lo rimpiangono, e non poco. Delio Rossi piace per il suo calcio-champagne, per la sua visione nitida e senza compromessi di quello che è, o sarebbe, se non ci fossero tante storture, “il gioco più bello del mondo”. E’ un tecnico abituato a lavorare coi giovani, a lanciarli ed a valorizzarli. Non ha mai allenato una big, gli fanno spesso notare, anche se – pare - è stato vicino alla panchina dell’Inter, prima che la scelta cadesse su Gasperini. Ma è stato sicuramente da big, lui, Delio da Rimini, nel sopportare le pressioni di un certo Zamparini. Una telenovela, quella tra i due, con pochi eguali, fatta di grandi e piccole liti, anche sotterranee. “Avevamo modi diversi di intendere il ruolo dell’allenatore, tutto qua”, ci dice Rossi, intervenuto in esclusiva ai microfoni de IlSussidiario.net. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata a 360 gradi sul Palermo, sul mercato e sul momento, molto delicato, vissuto dal calcio italiano.

 

Rossi, cominciamo dall’inizio. Lei è stato accostato alle panchine di Fiorentina ed Inter, quanto c’è di vero in queste voci?

Sono due squadre che hanno grandissimi allenatori, adesso non ha senso parlare di queste cose.

 

Ma ha avuto dei contatti, delle proposte, magari anche da altre squadre?

Ho avuto dei contatti ma preferisco non dire con chi. Dico solo che non è scattata la scintilla, per cui non c’è stato un seguito.

 

Lei ha sempre detto: “Vado dove c’è un progetto che mi attira”. Che caratteristiche deve avere questo progetto?

Dev’essere un qualcosa in cui mi riconosco totalmente. Io ho un mio modo di fare calcio, che a me piace e ritengo sia quello che posso trasmettere alle mie squadre. Non è detto che sia quello giusto, magari può darsi che il mio modo di vedere non corrisponda a quello che cercano certe squadre.

 

Che calcio è un calcio in cui si mette al primo posto il risultato, come accade qui in Italia?

E’ il calcio che si è sempre fatto qui da noi. Qui si bada al sodo, è difficile sperimentare. Si può rischiare il posto anche dopo pochi giorni.

 

Sembra un riferimento, nemmeno troppo velato, al presidente Zamparini…

No, guardi, i presidenti sono tutti uguali. Almeno quelli che ho conosciuto io. Vogliono spendere poco e vincere subito.

 

Sulle sue liti con il patron rosanero si sono sprecati fiumi di inchiostro...

Normali divergenze tecniche. Avevamo modi diversi di intendere il ruolo dell’allenatore, tutto qua.

 

Dove va Pastore?

Non so dirglielo, non sono un operatore di mercato. Di certo, è un predestinato, un talento purissimo.