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PAGELLE/ Udinese - Arsenal (1-2): i voti, la cronaca e il tabellino (Preliminare Champions League)

Non riesce l'impresa all'Udinese di Guidolin che come all'andata deve far i conti con la sfortuna e la poca concretezza sotto rete. Passa l'Arsenal mentre per i friulani c'è l'Europa League.

Guidolin e Pozzo (Foto: Ansa)Guidolin e Pozzo (Foto: Ansa)

Non riesce la rimonta agli uomini di Guidolin che così come all'andata fanno incetta di rimpianti e si devono arrendere all'Arsenal e alla poca concretezza dimostrata nei momenti topici dell'incontro. Per i bianconeri resta ora l'Europa League, territorio nel quale bisognerà assolutamente confermare quanto di buono fatto vedere negli ultimi 12 mesi.

Un primo tempo spettacolare quello che va in scena al Friuli per il ritorno del preliminare di Champions tra Udinese e Arsenal. Si riparte dall'uno a zero dell'andata per i Gunners, ma si riparte anche dalla consapevolezza che i friulani possono farcela, considerando la grande prestazione della banda di Guidolin all'Emirates Stadium. L'avvio di gara è subito spettacolare e sembra ricalcare quello della gara di 8 giorni fa, con gli inglesi subito in palla e pericolosi ogni volta che entrano in possesso di palle, si tratta però proprio come all'andata di un fuoco di paglia iniziale. In terra britannica l'avvio fu però fatale mentre quest'oggi gli uomini di Wenger non concretizzano e devono dunque tremare quando i padroni di casa salgono in cattedra. Badu e Di Natale trascinano i friulani che colpiscono ben due pali con Armero e lo stesso Totò sfortunato nella girata al 23esimo. Alla mezz'ora è però il turno dell'Arsenal pericolosissimo in avanti ma costretto ad inchinarsi ad un Handanovic mostruoso, protagonista di un doppio intervento ravvicinato sulle conclusioni di Walcott e Van Persie. I miracoli dello sloveno sono così la molla per il finale di frazione; la benzina necessaria per mettere a segno la zampata che riequilibra la situazione. La firma, manco a dirlo, è quella di Totò Di Natale che con una splendida torsione di testa insacca il cross dalla destra di Pinzi. Uno a zero e palla al centro, si riparte alla pari, il finale di primo tempo è ancora di marca friulana con una conclusione di Armero che termina alta e rimanda tutti i discorsi ai secondi quarantacinque di gioco.

Nella ripresa inizia però ad affiorare la stanchezza, ne è testimonianza il nervosismo con il quale i friulani rientrano in campo. L'Arsenal cavalca l'onda e complice il calo fisico della banda di Guidolin riemerge dalle sue ceneri. Ai Gunners bastano infatti dieci minuti per riportare l'ago della bilancia a proprio favore e mandare nel baratro i bianconeri; la discesa dalla sinistra di Gervinho è deliziosa e trova la scarsa reattività di Benatia, troppo debole nel contrasto, l'ivoriano arriva così sul fondo e serve all'indietro l'accorrente Van Persie che in un sol colpo cancella un primo tempo opaco complicando maledettamente i piani friulani. La mazzata decisiva alle ambizioni dei padroni di casa arriva poi quattro minuti dopo; Di Natale e soci hanno infatti l'occasione di ristabilire il vantaggio per un fallo di mano di Vermaelen in area di rigore. Lo stesso capitano bianconero spreca però dagli undici metri trovando uno straordinario Szczesny sulla propria strada. Il contraccolpo psicologico è veramente eccessivo e non stupisce quindi la naturalezza con la quale Walcott si impossessa della sfera su un bel passaggio di Sagna e, superata la scarsa opposizione di un Benatia in evidente difficoltà, porta i Gunners in vantaggio. Da qui alla fine resterebbero ancora 20 minuti per l'Udinese ma la realtà è che non si gioca più. Gli uomini di Wenger si limitano nella circolazione palla e fanno svanire lentamente il sogno Champions a lungo cullato in quel del Friuli.