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CALCIOMERCATO/ Inter, Milan, Juventus e Roma: le novità a -7 dalla fine (esclusiva)

Manca una settimana alla chiusura del calciomercato e affari e trattative stanno impazzando. Con FABRIZIO BOCCA, firma di punta de La Repubblica, facciamo il punto della situazione

Samuel Eto'o (Foto Ansa) Samuel Eto'o (Foto Ansa)

Meno sette. Manca in pratica una settimana alla chiusura del calciomercato, affari, trattative e semplici indiscrezioni stanno impazzando. C’è chi ha già completato la rosa (pochi, in verità) e chi si affanna fino all’ultimo giorno utile per formare la squadra dei sogni. Sogni fino ad un certo punto, ovviamente, perché il fair-play finanziario è una spada di Damocle mica male e la concorrenza dall’estero fa paura. La grande giostra del mercato, dopo settimane di esitazioni, dettate anche da motivazioni strategiche, si è però messa in moto. In extremis o quasi, come accade tutti gli anni. Eto’o-Anzhi, Forlan-Inter, Aquilani-Milan; sono solo alcuni dei trasferimenti conclusi o in via di conclusione. Con il collega Fabrizio Bocca, firma di punta del quotidiano La Repubblica, abbiamo scattato un’istantanea del momento. Una sorta di borsino, chi sale, chi scende, con un’avvertenza: gli ultimissimi giorni del mese potrebbero cambiare ancora i rapporti di forza del campionato.

Bocca, sono ore delicate soprattutto per il mercato Inter. Il sacrificio di Eto’o appare quanto mai doloroso. Non ce ne voglia Moratti, ma secondo lei è lecito parlare di ridimensionamento?

Penso proprio di sì. Adesso Moratti è molto più attento a spendere, ma questo direi che avviene già dallo scorso anno. Ricordo, però, la cessione di Ibra, che permise di ricostruire la squadra in ogni settore. Arrivarono proprio Eto’o, Lucio, Thiago Motta, tutti giocatori fondamentali per il Triplete. Vediamo ora come verrà sostituito il camerunense. Non mi sembra un tipo di giocatore che si lega in eterno ad una squadra. Io dico che andare in Russia sarà per lui una bella avventura, e non solo per i soldi, anche se il motivo alla base del trasferimento è essenzialmente quello.

Non ritiene singolare che al 25 di agosto una big come l’Inter sia alle prese con un simile stravolgimento? Di solito certe cessioni, e le relative sostituzioni, si programmano mesi prima…

Effettivamente non è una cosa normale, ma è la conseguenza di un mercato che dura due mesi. Succede quasi ogni anno che negli ultimi dieci giorni si vada in giro a raccattare giocatori. Questo denota una certa approssimazione; quando si parla di progetti, francamente, bisognerebbe andarci piano… A mio avviso, sarebbe molto meglio se il mercato si chiudesse il 31 luglio.

Il Milan, invece, come sta? Alla fine, era Aquilani il famoso Mister X.