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INTER-ROMA/ L'ex Prohaska: partita delicatissima, ma spero in un pareggio (esclusiva)

Pubblicazione:sabato 17 settembre 2011

Herbert Prohaska Herbert Prohaska

INTER ROMA - Indimenticato campione sia di Inter che di Roma, Herbert Prohaska, grande centravanti austriaco, parla della partita di sabato sera tra due squadre che sinora hanno deluso soprattutto nei risultati iniziali.

Prohaska, sabato sera c'è Inter-Roma che cosa ne pensa lei che è stato sia di una che del'altra squadra ? Eh sì, sono due mie ex squadre, che in questo momento sono in difficoltà, anzi in grande difficoltà. Mi sembra che sia l'Inter quella più in sofferenza in questo momento. Ha perso la Supercoppa, ha perso la prima di campionato, ha perso la prima di Champions. Non saranno allegri. E la Roma è già stata eliminata dall'Europa League e ha perso in casa. Diventa una partita delicata, dove può saltare anche un allenatore. O magari saltano tutti e due.

Ma non le sembra che si un po' presto per arrivare a conclusioni traumatiche ? Siamo in fondo alla seconda partita di campionato. Beh, certamente è molto presto per trarre delle conclusioni sul lavoro di questi due nuovi tecnici. Avranno cambiato sistemi di allenamento, di schemi, di gioco e quindi è necessario aspettare.

Ma qui siamo in Italia, Prohaska, lei se lo ricorderà. So bene quello che succede in Italia quando non si fanno risultati. Ma questo capita anche in altri Paesi, come in Germania ad esempio. Forse in Germania si aspetta qualche giornata di più, una decina di giornate. In Italia basta meno per decidere.

Le sue due ex squadre le ha viste giocare ? No, ho visto solo l'Inter in Champions. E' comunque una squadra che ha grandi campioni. Non si può stilare un giudizio definitivo adesso.

Ma che cosa ne pensa della famosa polemica difesa a tre, anche se in Champions l'Inter ha giocato con quattro difensori ? E' una questione di adattamento. Si, l'Inter era abituata a giocare con quattro difensori. Ma quando si gioca a tre, se i laterali funzionano bene, alla fine ci si difende in cinque. Questi sono discorsi un po' italiani. Del resto, quando Gasperini allenava il Genoa si parlava di un grande allenatore che faceva un bel gioco. E lui pensa di realizzarlo con campioni di buona levatura.

E di Luis Enrique, l'allenatore della Roma ?


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