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Calcio e altri Sport

SERIE A/ Quarta giornata: un Campionato pazzo con in vetta... l'Atalanta

Chi avrebbe immaginato che la caduta delle Grandi non lasciasse le macerie ma un campionato divertente e aperto come pochi negli ultimi (molti) anni? Il punto di SANDRO BOCCHIO

Colantuono (Foto: ANSA)Colantuono (Foto: ANSA)

Un campionato che non ti aspetti, un campionato avvincente. Forse non esaltante nel gioco però sicuramente da emozioni forti, per i risultati che offre e per la classifica che ne scaturisce. Il turno infrasettimanale rivoluziona infatti la vetta: nessuna squadra a punteggio pieno, resistono Juventus e Udinese, si affianca il sorprendente Genoa. Ma la sorpresa è ancora più grande se si prende la suddetta classifica e la si legge dal basso: Inter terz'ultima e Milan poco sopra, nell'orma del default segnato dalle milanesi nell'ultimo turno. Una crisi che ha repentinamente condotto a uno sbocco immaginato da tempo, il siluramento di Gian Piero Gasperini.
Il tecnico paga il suo talebanesimo tattico incardinato nella difesa a tre (nell'accantonamento di Pazzini) e l'atteggiamento di una proprietà che non l'ha accontentato nelle richieste di mercato: avrebbe voluto giocatori utili al progetto del suo tridente (gente che si sacrifica come Palacio), gli sono arrivati Forlan e Zarate. Ora tocca a Ranieri, l'anti-Mourinho: vero che c'erano pochi tecnici all'altezza liberi per l'Inter, ma è un altro segnale della confusione che regna in casa nerazzurra.
Più comprensibile il momento negativo del Milan, che si nutre di una carenza ormai imbarazzante di titolari (Pato l'ultimo) e di errori banali, come quello di Abbiati contro l'Udinese. Allegri risolve la serata come gli è capitato nei giorni bui della passata stagione, quando si affidò a Strasser e Merkel per uscire dalle secche: stavolta tocca a El Shaarawy, ritenuto uno dei talenti più promettenti del futuro. Una gran rete e un'alternativa per i rossoneri in più.
Fa effetto il pareggio della Juventus, anche se arriva in inferiorità numerica. Fa molto più effetto la caduta del Napoli, sia per la sua costanza nel perdere contro il Chievo (sei punti su sei la passata stagione, ieri sera i primi tre della nuova) sia perché arriva al primo tentativo di Mazzarri di varare un turnover per far rifiatare titolari quasi inamovibili. I campani mancano sia per capacità tecnico-tattiche sia per personalità: una battuta d'arresto che deve far riflettere chi pensava che bastassero due successi e un pari a Manchester per possedere una squadra già dominatrice.