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CALCIO SCOMMESSE/ Sconcerti: si rischia un nuovo ciclone sulla Serie A, ecco che fare

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Sì, ma non paradossalmente. Era scontato che si impegnassero al massimo per cancellarla, e ci sono riusciti, al di là del valore – buono – della squadra.
Lei non pensa che in Italia esista un problema di cultura sportiva? Mi riferisco, ad esempio, alle ultime partite del campionato, dove chi non ha obiettivi si consegna docilmente all’avversario.
E’ un fatto che avviene quasi dovunque, direi che è fatale. Comunque, non credo che ci sia poca cultura sportiva da noi. Le palestre sono piene, le piscine anche, tutti amano lo sport.
Si dice sempre, però, che all’estero (citando, in genere, la ‘solita’ Inghilterra) non accadono certe cose. Non è raro assistere ad applausi verso squadre sconfitte, ad allenatori che vengono confermati nonostante una retrocessione. Secondo lei, si tratta dei soliti luoghi comuni o effettivamente altrove il concetto di fair-play è più sviluppato?
Guardi, si tratta semplicemente di culture diverse. Noi ne abbiamo una – legata quasi unicamente al risultato – e gli inglesi, i popoli anglosassoni, ne hanno un’altra. Non si tratta di non avere una cultura, ce l’abbiamo, ma è totalmente differente rispetto alla loro. Con tutto il rispetto per l’Inghilterra, io, personalmente, non riesco a divertirmi se non c’è il risultato.

(Alessandro Basile)

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