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SERIE A/ Atalanta-Novara (2-1): sintesi e video highlights

Atalanta batte Novara 2 a 1 al termine di una gara intensa e spettacolare. La squadra nerazzurra, senza penalizzazione, sarebbe in vetta alla classifica.

Cristiano Doni (foto Ansa)Cristiano Doni (foto Ansa)

"Peccato, quando ci ricapiterà?" si chiede il tecnico Colantuono al termine della gara della sua Atalanta di ieri pomeriggio. Il riferimento è chiaro: senza i sei punti di penalizzazione iniziale la squadra bergamasca (attualmente a quota quattro in classifica) sarebbe in vetta soltaria con ben 10 punti (in quattro gare). A decidere la gara di ieri - e a regalare il terzo successo consecutivo ai nerazzurri - ci hanno pensato Schelotto e Cigarini, autori di un gol per tempo che ha regolato il Novara, capace di trovare la via della rete solamente a tempo ormai scaduto. Eppure la squadra di Tesser non era un cliente facile: solo qualche giorno fa, infatti, i piemontesi avevano battuto in maniera netta ed inequivocabile l'Inter e sancito l'addio del tecnico Gasperini dalla panchina dei milanesi e ieri l'occasione di rendere amaro il pomeriggio agli altri nerazzurri della serie A era un pensiero dolce che Meggiorini e soci cullavano da giorni. Ma così non è stato e l'Atalanta ha vinto con merito, tornando ad occupare quel primo posto virtuale che mancava dalla seconda giornata della stagione 1964/1965. Un'eternità fa. "Mi spiace non essere primo veramente" - ha detto scherzoso Colantuono - "ma la nostra realtà è la zona salvezza" ha ribadito il mister, che ha voluto tenere l'ambiente con i piedi ben saldi per terra. Dice invece Tesser: "Ho voluto premiare i titolari che hanno battuto l'Inter, perchè li avevo visti in condizione" è il parere del tecnico dei piemontesi, che però lamenta "un torto subito" in occasione dell'annullamento del gol del 2 a 2 (al novantaduesimo minuto) parso a tutti regolare, tranne che alla terna arbitrale. Il grande protagonista della gara, Schelotto, a fine partita riassume così il pensiero di una squadra che vuole continuare a stupire, ma ben conscia dei propri mezzi: "Ho in testa solo l'Atalanta. Siamo partiti alla grande, ma la strada è ancora lunga e la classifica la guarderemo quando saremo salvi". Tutto vero, ma a Bergamo erano tanti anni che non si guardava tutti - nella massima serie - dall'alto in basso.

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