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MONDIALI ATLETICA 2011/ Il bronzo a Daegu, rampa di lancio per le Olimpiadi di Londra. Antonietta Di Martino in esclusiva

Sei un’atleta veramente speciale: 1,69 di altezza e un differenziale di 35 centimetri (visto che il suo record personale è di 204 cm). Ma hai la dinamite nelle gambe?

(ride) Non lo so! Certo, rispetto alle altre saltatrici io sono molto più bassa. Eppure riesco a raggiungere queste misure. Credo che sia una questione di dna: il salto in alto, evidentemente, ce l'ho nelle vene

 

Come hai cominciato a fare atletica?

Facevo eptathlon. In realtà all’inizio non avevo grandi misure nel salto in alto. Poi improvvisamente nel 2001 sono arrivata ad 1,98. Da lì è iniziata la mia ascesa verso i grandi risultati.

 

Dove ti alleni?

Mi alleno a Cava dei Tirreni, la mia città e a Salerno.

 

Fino a quando pensi di continuare?

Le Olimpiadi di Londra sono una competizione a cui non voglio mancare. Poi magari un altro anno e quindi penso che smetterò.

 

L'atleta più grande di sempre in questa specialità?

Sicuramente la Kostadinova.

 

L’Italia però ha una lunga tradizione nel salto in alto. Da Sara Simeoni ad Antonella Bevilacqua, fino a te...

Si l’Italia ha una grande tradizione, una grande storia nel salto in alto. Ci sono stati i successi di Sara Simeoni, c’è stata Antonella Bevilacqua e ci sono state altre atlete di buon livello tecnico. Ora ci sono io.

 

E’ duro allenarsi al sud...

Al sud mancano gli impianti: non è facile per niente allenarsi. Anche per i ragazzi che vogliono intraprendere questo sport. Praticamente da noi al sud  c’è solo il calcio.