BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CALCIO/ Meno tifosi, più ultras allo stadio. Condò: qui non è più uno sport (esclusiva)

In Italia il calcio non è più uno sport (Fotolia) In Italia il calcio non è più uno sport (Fotolia)

Negli altri paesi il calcio è ancora uno spettacolo sportivo, mentre in Italia non più, e non è esagerato dire che agli occhi dei tifosi il calcio non è più uno sport, ma è importante distinguere tra sport e gioco». Secondo Condò, infatti, il calcio “non è più uno sport, ma un gioco: il concetto di sportività prevede che l’avversario sia quasi un migliore amico, perché più è bravo, più ci si scava dentro per andare oltre i propri i limiti e dare sempre di più. Lo sport, in teoria, è una cosa meravigliosa, che tutti i giovani devono praticare per cercare di superare costantemente e correttamente i propri limiti, mentre il gioco è un ‘altra cosa: il gioco si fa con lo scopo di vincere ed è, come disse un filosofo, un “cerchio magico” all’interno del quale più o meno è tutto consentito, anche al di là delle regole, pur di vincere. Nello sport l’idea di un giocatore che si butta in area per prendere un rigore è una cosa orribile, che andrebbe sanzionata immediatamente; mentre nel gioco questo è consentito, perché già si sa che anche l’avversario farà lo stesso per raggiungere il proprio obiettivo. La sensazione è che all’estero il calcio sia ancora vissuto come uno sport, e si può anche fare un esempio concreto riguardo a questo: quando Ravanelli andò a giocare in Inghilterra, nel Middlesbrough, raccontò che alla prima partita, dopo aver subito un fallo, si alzò e fece il gesto di richiesta all’arbitro del cartellino per il giocatore avversario, che gli costò una valanga di insulti e fischi da parte di tutto lo stadio, e anche i compagni di squadra gli spiegarono che era stato sommamente antisportivo. Aveva ricevuto un fallo e toccava all’arbitro decidere l’eventuale sanzione, senza che lui sollecitasse la scelta, infatti disse che quella fu l’ultima volta che lo fece. In Italia sappiamo invece che appena un giocatore finisce per terra subito chiede il cartellino per l’avversario, ed è considerato da tutti normalissimo”.

 

(Claudio Perlini)

© Riproduzione Riservata.