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CALCIO/ Meno tifosi, più ultras allo stadio. Condò: qui non è più uno sport (esclusiva)

La mappa del tifo in Italia tracciata da Demos-Coop per Repubblica evidenzia che gli appassionati di calcio stanno diminuendo, scendendo dal 52% al 45%. Il commento di PAOLO CONDO'

In Italia il calcio non è più uno sport (Fotolia) In Italia il calcio non è più uno sport (Fotolia)

La mappa del tifo in Italia tracciata da Demos-Coop per Repubblica evidenzia che gli appassionati al calcio stanno diminuendo, e dal 52% sono passati al 45%, stanchi di Calciopoli, scandali, calcio scommesse e tensioni tra Lega e Associazione Giocatori. I sospetti e il complottismo che ormai ogni tifoso avverte dietro il campionato e gli incontri, non hanno comunque portato a un calo di presenze negli stadi perché, parallelamente, sono cresciuti i tifosi “militanti”, quelli per cui la fede nella propria squadra è tutto. Sta diminuendo quindi il tifo pacato, moderato, da famiglia, e aumenta invece  quello “caldo”, sentito e passionale. IlSussidiario.net ha chiesto un parere a Paolo Condò, noto editorialista della Gazzetta dello Sport: «C’è sicuramente un calo degli appassionati, più che di tifosi, ed è un fenomeno che si può notare bene andando allo stadio. Quel grande serbatoio formato da coloro che avevano semplicemente una simpatia per una squadra ma senza morirci dietro, che erano disposti a riconoscere se necessario il migliore gioco dell’avversario e che in definitiva erano soprattutto “innamorati” del calcio, si sono molto distanziati da questo sport più che altro negli ultimi dieci anni, prendendo calciopoli come uno dei motivi scatenanti ma non solo»   Spiega Condò che «Il tifoso “militare” continua ad andare allo stadio perché è più o meno la sua occupazione principale, mentre l’appassionato comincia a interessarsi ad altre cose. Per rovinare l’ambiente è stato fatto di tutto in diversi modi dai suoi protagonisti, ma sicuramente calciopoli ha alzato il velo su una situazione inaccettabile, e questa probabilmente è stata la cosa principale». Secondo Condò, il recente scandalo del calcioscommesse è stato “gonfiato e esagerato, soprattutto all’inizio quando sono stati tirati fuori nomi di giocatori famosi come se si dovesse creare maggior scalpore. Ma in fondo l’inchiesta ha coinvolto giocatori o ritirati o molto vicini alla chiusura della carriera. E il ruolo della stampa non sportiva, quella che non vive di calcio, è fondamentale, perché molto spesso queste notizie vengono descritte come la rovina di uno sport”. Ma perché gli appassionati italiani continuano a diminuire e perché il calcio non piace più come una volta? «Un aspetto molto importante – continua Condò - è la scarsa qualità del calcio che si pratica in Italia, e questo l’ha capito infatti Sky, portandoci tantissime partite degli altri campionati stranieri, grazie ai quali ci siamo accorti che, soprattutto in Inghilterra ma anche in Spagna o in Germania, si pratica uno sport completamente differente.  E non mi riferisco solo a squadre come Barcellona, Real Madrid o Manchester United perché, per esempio, guardare una partita del Siviglia è molto più divertente di una della Fiorentina, come il Fulham è più divertente del Bologna.