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MONDIALI RUGBY/ All Blacks favoriti. L'Italia? Ci aspetta un Mondiale difficile. Parola di Marco Bollesan (esclusiva)

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rugby (foto Ansa)  rugby (foto Ansa)

MONDIALI RUGBY – E' il grande giorno. In Nuova Zelanda – patria degli “All Blacks” - prendono il via i Mondiali di rugby 2011 e, ad inaugurare l'evento, saranno proprio i padroni di casa, impegnati nel match contro la Nazionale di Tonga. L'esordio della nostra nazionale, invece, è previsto per l'undici settembre al “North Harbour Stadium” di Albany, contro la fortissima Australia. L’obiettivo degli azzurri è quello di superare la fase a gironi (passano le prime due) ma per realizzarlo, oltre a Russia e Stati Uniti, dovranno battere l’Irlanda, una squadra forte e di grande tradizione rugbistica, che incontreremo nell’ultimo incontro del nostro girone - in programma il 2 ottobre - all'“Otago Stadium” di Dunedin. Per raccontarci questa stupenda rassegna sportiva è intervenuto – in esclusiva a ilsussidiario.net - Marco Bollesan, storico giocatore e tecnico azzurro (47 partite in Nazionale da giocatore e allenatore dal 1985 al 1988).

 

Bollesan, come vede l’Italrugby?

Non sarà facile per gli azzurri. Ad iniziare dal primo incontro con l’Australia, decisamente proibitivo. Se vogliamo passare il turno dovremo fare la partita della vita nell’ultima partita di questo girone, quella con l’Irlanda

 

Sulla carta dovremmo perdere contro l'Australia e vincere contro Usa e Russia. L'Irlanda sarà dunque arbitro del nostro destino...

L'Irlanda è una squadra tosta, volitiva, che certo non vorrà perdere contro una formazione latina: per loro sarebbe un’onta gravissima. Insomma, dovremo sfoderare una prestazione super, come quella contro la Francia nel “6 Nazioni”, in cui abbiamo sconfitto i transalpini

 

Quali sono i problemi di questa Nazionale?

Si punta troppo su giocatori “stranieri”, non valorizzando quelli italiani. E poi c'è sempre il solito problema dei vivai: poco curati e gestiti male

 

Quindi l’esperienza dei giocatori italiani che militano nelle squadre straniere non è sufficiente?

C'è un problema di fondo più generale. Abbiamo squadre d'elite che giocano la Celtic League e tutte le altre che annaspano nell'anonimato. Bisogna insegnare il rugby nelle scuole - cosa che nei paesi anglosassoni è di norma da tanto tempo - e investire su questo sport. Altrimenti la nostra Nazionale resterà ferma sempre allo stesso livello.

 

Come giudica la scelta di sostituire il tecnico sudafricano Nick Mallett con il francese Jacques Brunel, alla fine della Coppa del Mondo?

E' una scelta che mi vede in disaccordo. Non sarebbe stato meglio affidare a Brunel la guida della Nazionale da subito, durante la fase finale dei Mondiali? Così si rischia di buttare via un’occasione d’esperienza per il tecnico francese e dover ricominciare poi da capo, perdendo altro tempo prezioso.


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