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TINA MAZE/ La sciatrice e lo spogliarello di protesta: "Not your business" (video)

Tina Maze era finita sotto accusa per aver indossato durante il supergigante di Bad Kleinkirrchhim una tuta vietata, poi considerata regolare. Così la slovena si è vendicata...

Tina Maze (Foto: InfoPhoto)Tina Maze (Foto: InfoPhoto)

Pochi giorni fa Tina Maze aveva fatto parlare di sé per via di quella che in molti hanno definito “biancheria intima vietata”: la sciatrice slovena è infatti finita sotto accusa per aver indossato durante il supergigante di Bad Kleinkirrchhim, dove è giunta per altro seconda, una sottotuta aerodinamica fatta di un materiale simile alla plastica che secondo il regolamento è vietato. Questa sottotuta è così stata inviata immediatamente in laboratorio per un’accurata analisi, e perfino la Federsci svizzera ha avanzato una protesta formale contro la Maze, chiedendo a gran voce di far controllare la tuta interna, quella che va a contatto con la pelle della sciatrice. Queste accuse avevano fatto indignare sia la Maze che il suo fidanzato, l’italiano Andrea Massi, che aveva detto di aver «sempre cercato di ottenere il miglior materiale possibile per Tina. E adesso, per una volta che siamo un passo avanti agli altri, succede questo», aveva detto Massi, a capo del team della Maze. Ora, qualche giorno dopo il fattaccio, la Federazione ha finalmente emesso il responso riguardo alla sottotuta considerata inizialmente un vantaggio: nonostante contenga un materiale simile alla plastica la tuta è stata considerata regolare, ma la Federazione tiene comunque a precisare che la sconsiglia fortemente, perché potrebbe impedire agli atleti una respirazione ottimale. La Maze aveva già commentato questo verdetto in conferenza stampa: «In realtà non ho ancora capito la risposta della FIS. Perché mi hanno detto che alcuni strati del mio sottotuta erano di plastica, quando invece abbiamo dimostrato che non lo erano. Dalla Federazione mi han detto che la tuta non è irregolare, ma sarebbe meglio io non la usassi. Insomma, che mi dicano un si o un no». Così, durante una pausa del supergigante di Coppa del Mondo, dove alla fine si è classificata terza, Tina Maze, inquadrata dalle telecamere, apre la giacca da neve scoprendo il reggiseno con sopra la scritta provocatoria “Not your business”, quindi “Non sono affari vostri”. Come reagirà adesso la Federazione? La polemica è destinata a spegnersi qui o a continuare ancora? Lo scopriremo nei prossimi giorni…