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ATALANTA/ Favini, talent scout: qui accendiamo le future stelle del calciomercato (esclusiva)

Pubblicazione:sabato 21 gennaio 2012

Mino Favini Mino Favini

In questi 21 anni da responsabile del settore giovanile ha visto passare diversi atleti , ma non tutti hanno soddisfatto le attese. «Ci sono ragazzi nei quali credevo molto e nei quali non ho ancora smesso di credere come Christian Tiboni (1988) e Michele Marconi (nato nel 1989 e un gol in serie A nel 2008 contro il Genoa); in questi casi bisogna cercare nel loro aspetto caratteriale il punto debole». Ci sono altresì anche ragazzi «che non avevano grandissime qualità, ma che con l’allenamento costante stanno dando qualcosa di importante. Un nome? Salvatore Molina, classe 1992, gioca titolare nel Foggia. Potrei dire anche Moussa Konè (classe 1990) che non ha grandi qualità tecniche, ma ha spirito di sacrificio e volontà: non a caso è titolare in una squadra importante (il Pescara) con un allenatore altrettanto importante (Zeman)».
Per il momento i paragoni con il modello della cantera blaugrana sono «azzardati, ma a Bergamo si cerca di dare ai ragazzi dei concetti di base, curando l’aspetto tecnico e la compattezza del gruppo. Comunque non siamo ai livelli del Barcellona, ma abbiamo fatto buone cose, anche recentemente. Pensate a Nadir Minotti, a Manolo Gabbiadini (nel giro dell’under 21), a Emanuele Suager e a Marcello Possenti: qualcuno di questi farà parlare di sé». Il modello Atalanta deve scontrarsi anche con il mercato e, quindi, con le sirene dei campionati esteri (soprattutto la Premier League) che vengono a tentare con contratti importanti i baby fenomeni. Succede anche, però, che molti di questi finiscano nel dimenticatoio. «La colpa non è dei ragazzi, ma di quelle persone che vivono ai margini dei ragazzi e che li lusingano con guadagni facili senza rispettare il concetto di formazione; ai genitori dico di avere pazienza».
In passato l’Atalanta e la Juventus hanno avuto un rapporto privilegiato si pensi all’indimenticato Gaetano Scirea o allo stesso Domenico Marocchino; alla Juve, seguendo un altro percorso, sono arrivati anche due calciatori cresciuti da Mino Favini: Zambrotta quando Mino era al Como e Motta nel periodo dell’Atalanta («sta giocando poco, ma ha solo 25 anni»). E il prossimo chi sarà? La scelta è ampia. «So che Gabbiadini è appetito anche dalla Juve. Sì, è vero in passato c’è stato un rapporto tra le due squadre, un rapporto che può continuare anche nel futuro». Adesso occhi puntati sul Viareggio, anche se quest’anno la Primavera non ha attraversato una buonissima prima parte di stagione, ma «tre o quattro buoni da mettere in mostra ci sono». Parola di Favini. Una garanzia.

(Luciano Zanardini)



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