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PAGELLE/ Nocerina-Pescara 2-4 (serie B, ventunesima giornata): i voti, la cronaca e il tabellino

Pubblicazione:venerdì 6 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 6 gennaio 2012, 18.54

Zdenek Zeman (Infophoto) Zdenek Zeman (Infophoto)

NOCERINA-PESCARA 2-4 La partita tra Nocerina e Pescara termina con un grasso 4-2 per gli ospiti. Il solito Pescara infiamma il pomeriggio al San Francesco, con un’altra prestazione tipicamente made in Zemanlandia. La gara presta fede alle premesse, che vedevano il miglior attacco del torneo al cospetto della difesa più perforata; il punteggio altisonante esemplifica bene la parabola di una partita che gli abruzzesi hanno violentato nel primo tempo e addormentato nella ripresa, dopo la rabbiosa reazione rossonera. I tre punti incamerati stringono la distanza dal Toro capolista, bloccato sul pari casalingo dal’Albinoleffe: il nuovo anno si tinge subito di nuove speranze. Solo la sconfitta dell’Ascoli tiene la Nocerina separata dall’ultimo posto. Auteri esce con le mani livide ma senza qualche buona speranza: i nuovi innesti (Giuliatto, Mingazzini, Gherardi) paiono appropriati; inoltre la grinta sfoderata nella ripresa potrà dare i suoi frutti in occasioni più abbordabili.

SINTESI PRIMO TEMPO: la Befana si presenta a Nocera inferiore con la calza piena di squisitezze: apre Gherardi al 7’, capitalizzando la volata della libellula Farias, travolgente a destra. Il Pescara incassa la stoccata a sorpresa e riparte come nulla fosse. Cascione, guardiano di metacampo, apre il lunapark con un esterno volante di morbida stoffa (cross di Verratti) che addormenta gli istinti bellicosi del portiere Russo, un po’ molle nell’intervento. Immobile si fionda sulle giostre con l’esuberanza del baby bomber. Due minuti dopo il pareggio, Balzano traccia un arco della pace che la capoccia di Ciro deve solo allungare in fondo al sacco, con Russo esterrefatto di tant’arte. L’incipit mozartiano scioglie i freni inibitori ai ragazzi di Zeman, che gestiscono a modo proprio arrembando con tutti gli undicesimi alla ricerca del gol. L’onesta Nocerina, pur educata dalle geometrie del nuovo play Mingazzini, può davvero poco. Gli abruzzesi viaggiano ad un ritmo troppo alto a volte anche per sé stessi (clamoroso tap-out di Sansovini, dopo azione flipper al 14’), pompando la mole di gioco ed allagando di suspense l’area avversaria. La terza rete scaturisce naturalmente: l’invito a nozze di un ecumenico Verratti trova pronto il principe del gol, che timbra la doppietta con una girata volante di destro. In mezzo, la consueta carrellata d’emozioni assortite che neanche nei sacchetti della Haribo. Se poi nemmeno Anania casca in tentazione (miracolo d’istinto su zuccata ravvicinata di De Franco, 25’) i campani possono davvero rassegnarsi.

SINTESI SECONDO TEMPO: col Pescara però, mai dire mai: in un inizio di ripresa affaticato, gli abruzzesi recuperano gli antichi peccati del loro mister, lasciandosi ingolosire dall’apparente tranquillità di punteggio. A risvegliare le sorti del match provvede così Farias, che imbuca con perfetto diagonale a pelo d’erba. Galvanizzata la Noce rompe il guscio sprizzando sugo: complice un Pescara un po’ sulle gambe la ripresa si sviluppa sui tentativi dei padroni di casa, volenterosi ma poco incisivi. L’occasione più ghiotta capita sul mancino di Giuliatto, che impreca a lato nel tet-a-tet con Anania (35’). Poi, al colmo del furore, il colpo di grazia (44’): sul rilancio della difesa è lesto Maniero (dentro per Immobile) ad avventarsi, stappandosi dalla marcatura ed infilando Russo in uscita. Della Noce schiacciata restano solo scaglie di protesta, per un mani di Cascione non ravvisato da Pinzani (nel primo tempo), e per un Balzano-Giuliatto in area abruzzese degno di Agatha Christie (37’). Cala il sipario: anno nuovo, solito Pescara.


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