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PAGELLE/ Cagliari-Genoa(3-0): i voti, la cronaca e il tabellino (diciassettesima giornata)

Pubblicazione:domenica 8 gennaio 2012

Pasquale Marino, nuovo allenatore Genoa (INFOPHOTO) Pasquale Marino, nuovo allenatore Genoa (INFOPHOTO)

LE PAGELLE DI CAGLIARI-GENOA (RISULTATO: 3-0): I VOTI, LA CRONACA E IL TABELLINO – Cambia l'allenatore ma non la sostanza, dopo la sconfitta del San Paolo, il Genoa subisce un'altra netta sconfitta ad opera del Cagliari di Ballardini. La sfida tra i sardi ed il grifone si chiude sul risultato di 3-0 per i padroni di casa. Decidono l'incontro le reti di Larrivey, Ibarbo e l'autorete di Granqvist.

SINTESI PRIMO TEMPO – Per dimenticare Napoli e ripartire il Genoa si affida a Marino, l'arrivo dell'ex tecnico di Udinese e Catania però non sembra sortire gli effetti desiderati perché al Sant'Elia va in scena un primo tempo da incubo. Il Cagliari, quasi senza crederci, si trova a giocare in scioltezza e trovare geometrie che mancavano da diverso tempo. Per sbloccare il punteggio ci vuole però un calcio di rigore, giustamente concesso da Celi per uno scomposto intervento di Kucka su Cossu. Dal dischetto si presenta l'argentino Larrivey che non sbaglia e raggiunge quota tre in questo campionato. Nemmeno lo svantaggio pare destare gli ospiti che assistono passivi al monologo sardo; Nainggolan è uno splendido direttore d'orchestra che in un paio di occasioni si concede anche la licenza della conclusione, Ibarbo corre e strappa la difesa del grifone, ma a sfiorare concretamente la rete è Canini che sugli sviluppi di un calcio d'angolo bacia la parte alta della traversa concludendo una burrascosa mischia in area di rigore. Gilardino c'è ma non si vede, la partita continua a giocarsi ad una sola porta, quella genoana, dove per la fortuna del grifone c'è un certo Frey, decisivo in almeno un paio di occasioni con parate da vero numero uno. È solo grazie al portiere francese se gli ospiti rientrano negli spogliatoi con la partita ancora in bilico ed una ripresa tutta da vivere.

SINTESI SECONDO TEMPO – Al rientro in campo la squadra di Marino abbozza un tentativo di reazione, nulla di trascendentale ma considerando i tempi di magra ci si deve accontentare anche delle briciole. È solo il più classico dei fuochi di paglia però, perché appena il Cagliari accelera fa male. Lo dimostra in maniera evidente Ibarbo che imbeccato da Cossu brucia Seymour alla distanza e non lascia scampo ad un Frey sempre più sconsolato. A rendere attuale il detto ci pensa l'accoppiata Moretti-Celi, rei l'uno di un ingenuo fallo a metà campo, l'altro di tirare (probabilmente) in maniera ingiusta il cartellino rosso. Non è però questo a sancire la sconfitta del Genoa perché il grifone è una barca che affonda e crolla definitivamente sulla discesa di Agostini che, una volta giunto sul fondo, mette rasoterra verso il centro; Granqvist decide di mettersi in proprio e, anticipando gli attaccanti sardi, infila in estirada la propria porta.La partita finisce davvero qui, la gara non ha più nulla da dire e mestamente il Genoa si consegna al palleggio cagliaritano riuscendo a non incassare la quarta rete. 


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