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Calcio e altri Sport

PAGELLE/ Italia-Danimarca (3-1): i voti della partita (qualificazioni mondiali 2014, gruppo B)

Italia-Danimarca finisce 3-1. Partita scoppiettante, con diversi episodi thrilling. L'Italia la spunta, la Danimarca si fa onore. Le pagelle di Italia-Danimarca: i voti della partita

Cesare Prandelli (Foto: Infophoto)Cesare Prandelli (Foto: Infophoto)

L'Italia vince 3-1 contro la Danimarca e vola a 10 punti nel girone di qualificazione ai Mondiali. A segno per gli azzurri Montolivo, De Rossi e Balotelli, momentaneo 2-1 di Kvist. Espulso Osvaldo ad inizio secondo tempo. Ecco tutte le pagelle del match. 
diversamente dalle partite della Nazionale, è stata una serata piacevole, di bel calcio, a tratti con spettacolo e belle giocate, ma soprattutto con molti gol. Sicuramente ha influito la location, visto che stavolta ad ospitare gli azzurri è stato il degno stadio di San Siro, con il pubblico che non ha riempito il Meazza ma ha comunque risposto con entusiasmo. Gli azzurri sembrano beneficiarne, perchè dopo qualche minuto, salgono in cattedra esprimendo un gioco piacevole, veloce e concreto. La Danimarca però non molla mai, e si fa temere con contropiedi velenosi. Questo il film del primo tempo, con la ripresa che si apre con l'espulsione di Osvaldo: tuttavia il 3-1 immediato dell'Italia permette una gestione cauta della partita, con la Danimarca che tiene palla e gli azzurri che gestiscono in inferiorità. Purtroppo però non succede più quasi nulla, ma al netto è stata una partita divertente.
si sono viste due Nazionali diverse, ed entrambe hanno convinto a pieni voti. Quella del primo tempo, appena prese le misure ai danesi, ha infatti dominato il gioco senza riserve. Ottima forma fisica degli uomini di Prandelli, che pressano altissimo e, recuperata palla, si fiondano in porta con giocate di qualità. Il secondo tempo invece, per l'uomo in meno, richiede concretezza e cinismo: ecco infatti l'immediato gol di Balotelli, che spegne sul nascere ogni velleità nordica, e permette agli azzurri di gestire con glaciale serenità la formazione avversaria, non concedendo praticamente nulla.
tecnicamente paga dazio ad una formazione nettamente superiore come quella italiana. Ma i danesi sorprendono per i primi 20 minuti giocati a tutta birra, e soprattutto per la capacità di rialzarsi dopo la doppia mazzata, trovando allo scadere del primo tempo il gol che riapre la gara. L'espulsione di Osvaldo fa presagire un assedio doloroso, ma la Danimarca si fa sorprendere da Balotelli e, con l'Italia che poi si chiude a riccio, fa emergere tutte le lacune nel suo gioco, non propriamente adatto ad avvolgere col possesso gli avversari. Infatti non riescono più a rendersi pericolosi, ma comunque escono a testa (abbastanza) alta.
la sensazione è che non abbia saputo tenere in mano la partita nei momenti chiave. Il rosso ad Osvaldo sembra eccessivo a dir poco, e condiziona l'esito della gara. Soprattutto nel secondo tempo, inoltre, rischia di far incattivire una gara corretta, sventolando gialli a senso unico (azzurro) quando i danesi ne avrebbero meritati di più. Ammonisce poi anche gli avversari, ma sembra un contraltare all'espulsione. 


De Sanctis, 5.5: una vera bella parata al 90', nel resto della partita non dà propriamente l'impressione di una grande sicurezza, soprattutto nelle uscite alte, dove spesso si fa sfuggire la palla. Sarà che siamo abituati a Buffon...
Abate, 6: si esalta nella parte centrale del primo tempo, quando scende a raffica sulla corsia destra. Per il resto della gara, si limita invece a contenere un tarantolato Krohn Dehli
Barzagli, 6: Bendtner non sarà un avversario facile, ma spesso è goffo negli anticipi. Comunque, gestisce senza grandissime difficoltà il compagno di squadra
Chiellini, 5.5: una leggerezza in un retropassaggio in avvio di gara che poteva costare caro, e diverse svirgolate: forse con la testa già al Napoli?
Balzaretti, 6: una partita più che altro difensiva, a coprire gli inserimenti di Marchisio
De Rossi, 7: è leggermente acciaccato, ma non si vede: incubo degli avversari sulle palle alte, diga a centrocampo e un gol di prepotenza