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SERIE A/ Gli arbitri che sbagliano sono ineliminabili (come il peccato originale), ma domani si gioca

Partiamo dalla parte che terrà banco in queste ore. Ore, e non giorni, perché per fortuna già domani si gioca, con l'anticipo Palermo-Milan. Il punto di SANDRO BOCCHIO

Le polemiche sugli arbitri tornano a flagellare il campionato (Foto: Infophoto) Le polemiche sugli arbitri tornano a flagellare il campionato (Foto: Infophoto)

SERIE A: IL PUNTO DI SANDRO BOCCHIO ALLA NONA GIORNATA (ESCLUSIVA) - Partiamo dalla parte che terrà banco in queste ore. Ore, e non giorni, perché per fortuna già domani si gioca, con l'anticipo Palermo-Milan. E la parte preponderante sarà rappresentata – un grande ritorno – dall'inadeguatezza della classe arbitrale. L'ultima giornata è stata infatti costellata di errori, grandi e piccoli. Protesta il Catania per la rete annullata ingiustamente a Bergessio, sospettano gli antijuventini dell'azione valsa la vittoria, non pare regolare il gol del Milan, non era da annullare la rete di Mauri a Firenze: tutte situazioni di fuorigioco, clamorosamente valutate in maniera errata, che si uniscono a espulsioni contestate, decisioni non condivise, gestioni di gara altalenanti.
Ma sono gli episodi su cui soffermarsi perché, nella settimana in cui la Fifa ha dato il via libera alla tecnologia sul gol-non gol, ribadiscono che non si potrà fare nulla per cancellare l'errore umano, come avviene per il peccato originale. Perché le macchine interverranno unicamente – per l'appunto – per stabilire se un pallone avrà varcato o meno una linea di porta e perché l'arbitro di area non potrà mai intervenire in auto su una situazione di fuorigioco. L'unica soluzione sarà rendere il più possibile perfetti gli assistenti, unici deputati a giudicare tali situazioni. Ma sarà impresa pressoché impossibile per il già citato fattore umano, che impedirà a un giudice di linea di essere esente da errori e non impedirà ai giocatori di tentare di ingannare o suggestionare l'arbitro, come accusa l'inferocito Nino Pulvirenti a Catania.
La giornata, dunque. Con qualche fatica la Juventus prosegue in testa senza intoppi. Anticipo più complicato del previsto in Sicilia, ma prova di sostanza che consente di mantenere la vetta e di lasciare dietro il Napoli a tre punti. Il Chievo si rivela avversario ostico per gli azzurri ma le fatiche di coppa non incidono, come si era preventivamente lamentato Mazzarri durante la settimana: anche perché la squadra torna quella vera rispetto a quella schierata in Ucraina... L'Inter in versione Stramaccioni non perde un colpo in trasferta, cresce la Fiorentina mandando in crisi la solidità della Lazio, la Roma si conferma imbarazzante nella gestione di una partita, consentendo la rimonta all'Udinese pur sotto di due reti.