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SERIE A/ Ravezzani: l'ascesa di Pogba, il merito di Stramaccioni, la contraddizione di Zeman e un consiglio ad Allegri (esclusiva)

Paul Pogba, 19 anni, centrocampista della Juventus, esulta al termine delle gara contro il Bologna (INFOPHOTO) Paul Pogba, 19 anni, centrocampista della Juventus, esulta al termine delle gara contro il Bologna (INFOPHOTO)

Il punto è che Cavani nel Napoli ha un peso specifico superiore a quello di qualsiasi altro bomber, forse ad eccezione di El Shaarawy nel Milan in questo momento. Il Napoli è una squadra di media forza con due fuoriclasse: Cavani ed Hamsik. Quando ne manca uno perde il quaranta percento del suo potenziale, cosa che non capita alla Juventus nè alla stessa Inter.

Che pure ha il "solo" Milito come centravanti di ruolo… Sinora Milito ha sempre giocato. Certo, senza di lui il potenziale dell'Inter sarebbe ridotto di molto ma non annullato come accade al Napoli, perché i nerazzurri hanno delle "semipunte" come Palacio o Cassano che rappresentano alternative maggiori. Basti pensare che nel Napoli è titolare Pandev, che è uno scarto precedente dell'Inter: questo dà la misura della differenza qualitativa in attacco.

Passiamo alle romane. Versante Roma: al di là dell'alibi climatico e delle solite incertezze difensive, non crede che tre ventenni o poco più come Piris, Dodò e Marquinhos siano troppi per la difesa di Zeman? Sì, non c'è dubbio. La Roma sta vivendo le contraddizioni del suo allenatore, portato a stupire a tutti i costi impiegando giocatori troppo giovani. Però la Roma ha un impianto di squadra buono, non così dissimile dal Napoli, basti pensare che davanti ha talmente tanta qualità che può lasciare in panchina Destro. Credo che ci sia un problema tattico, legato a Zeman.

In che senso? Questa Roma è l'ennesima dimostrazione che Zeman più che un fenomeno incompreso è un allenatore interessante ma non un vincente. Se la Roma è sotto le sue potenzialità il problema è anche l'allenatore, affascinante sotto molti aspetti ma spesso fallimentare in diverse esperienze passate, che dimostrano come il suo verbo calcistico sia difficile da mettere in pratica.

Si può dire che la forza di Zeman, la sua idea di calcio offensivo, sia anche il suo limite, nel momento in cui non riesce ad adattarsi ai problemi che comporta? Zeman è una meravigliosa contraddizione calcistica, e un fenomeno soprattutto di carattere comunicativo. Se prendiamo ad esempio una figura non mediatica come Guidolin, e paragoniamo le due carriere, vediamo che quest'ultimo ha ottenuto molto di più con squadre anche molto inferiori.

Questo che cosa significa? Che nel calcio le mode spesso sono determinanti. C'è stata quella degli allenatori brasiliani, che adesso non vuole più nessuno, poi quella dei guru del calcio, adesso quella dei giovani, anche giovanissimi come Stramaccioni. Zeman è una grande moda, un fenomeno mediatico tornato alla ribalta col Pescara; ma come allenatore non ha mai garantito grandi risultati, se non in situazioni particolari. Per questo puntare su di lui è una scommessa rischiosissima, se vuoi vincere.

Tutto considerato (assenze, stanchezza), per la Lazio il pareggio col Toro è un punto guadagnato o due persi?