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CALCIOSCOMMESSE/ Gegic parla a Cremona: non c'eravamo solo noi. Proroga dell'indagine sugli indagati

La Procura di Cremona oggi ha interrogato Almir Gegic, il cosiddetto 'zingaro' che qualche giorno fa si è costituito: proseguono le indagini sullo scandalo del calcioscommesse

Il gip Guido Salvini (Infophoto) Il gip Guido Salvini (Infophoto)

CALCIOSCOMMESSE, L'INTERROGATORIO DI ALMIR GEGIC A CREMONA – Come era previsto, oggi è stato il giorno dell'interrogatorio di Almir Gegic, il calciatore serbo braccio di destro di Ilievski nella banda protagonista dello scandalo del calcioscommesse che sta turbando il calcio italiano. Gegic si è costituito qualche giorno fa alla Procura di Cremona, che sta indagando sulla vicenda, ed oggi è stato interrogato dal pubblico ministero Roberto Di Martino. Da quello che è emerso nell'interrogatorio, si attendono significative novità sia per quanto riguarda l'indagine internazionale sia per quanto riguarda le conseguenze dirette sul calcio italiano e sui suoi protagonisti.

Infatti ci saranno altri sei mesi di indagine nei confronti del tecnico della Juventus Antonio Conte, il giocatore della Lazio Stefano Mauri, ed altri indagati del calcioscommesse. Il pm Di Martino ha depositato la richiesta di proroga di indagine, quando molti degli indagati si aspettavano al contrario l'archiviazione. Questa è la prima conseguenza dell'interrogatorio odierno. Sulla richiesta di proroga dovrà decidere il giudice per le indagini preliminari (Gip) Guido Salvini e le parti potranno opporsi e non è nemmeno la prima proroga chiesta dalla Procura nel corso dell'inchiesta, ma appare chiaro come questa richiesta dovrebbe essere motivata da quanto Gegic ha detto oggi ai magistrati inquirenti. Conte era stato iscritto nel registro degli indagati lo scorso 3 maggio, insieme al giocatore della Nazionale Salvatore Criscito, che per questo motivo ha dovuto rinunciare alla partecipazione agli Europei 2012. Nell'imminenza della scadenza dei termini delle indagini la Procura ha chiesto una proroga, come era accaduto in passato per altri indagati che, come è ormai metodo della Procura di Cremona, erano stati iscritti il medesimo giorno.

L'ex calciatore serbo si è costituito nei giorni scorsi dopo oltre un anno di latitanza. “Non c'eravamo solo noi”, ha spiegato nel suo interrogatorio davanti al gip Salvini facendo riferimento ad altre cordate che avrebbero comperato partite di calcio in Italia, magari anche quel 'mister X' di cui aveva parlato in una intervista alla Gazzetta dello Sport (clicca qui per leggere di più). L'interrogatorio dello 'zingaro', che avrebbe rappresentato il collegamento fra l'Italia e gli scommettitori asiatici, potrebbe proseguire anche domani.