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TECNOLOGIA IN CAMPO/ Platini: l'UEFA non seguirà la FIFA, gli apparecchi costano troppo

Dalla Malesia arrivano le parole di Michel Platini: il presidente dell'UEFA ha detto nuovamente no alla tecnologia in campo, contrariamente alla FIFA che invece ha deciso di adottarla

Michel Platini (sinistra), 57 anni, presidente dell'UEFA, e Sepp Blatter, 76, presidente della FIFA (INFOPHOTO) Michel Platini (sinistra), 57 anni, presidente dell'UEFA, e Sepp Blatter, 76, presidente della FIFA (INFOPHOTO)

TECNOLOGIA IN CAMPO, PLATINI RIFIUTA ANCORA PER L'UEFA - L'UEFA dice ancora una volta di no alla tecnologia in campo nelle sue competizioni. Lo fa attraverso le parole del suo presidente, Michel Platini, che ha parlato della tecnologia in campo rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine di un incontro a Kuala Lumpur (in Malesia) con la Confederazione calcistica asiatica, per un accordo di cooperazione. L'ex numero 10 della Juventus ha replicato con un secco "no", quando gli hanno chiesto se fosse disposto a seguire l'esempio della FIFA, che qualche mese fa ha deciso di adottare la tecnologia in campo mediante alcuni marchingegni, chiamati Hawk-Eye (l'"occhio di falco") e GoalRef, che saranno attivi a partire dal prossimo gennaio. Ma Platini non vuole saperne, e infatti ha dichiarato: "Non è una questione di tecnologia sulla linea di porta, si tratta di un questione di tecnologia. Da dove iniziare con il tecnologia, e dove concludere? Per installare gli apparecchi contro il gol fantasma dovrei spendere circa 50 milioni di euro. Preferisco spenderli per il calcio di base che per sistemi che magari sono utili una o due volte l’anno". In parole povere, per il numero uno dell'UEFA la tecnologia in campo costa troppo, ed è meglio utilizzare i soldi necessari ad essa in altri modi, per altre iniziative come i fondi per i vivai delle squadre o le scuole calcio in giro per l'Europa. L'UEFA dunque non si smuove dalla sua linea di pensiero, sempre intenzionata a difendere e sostenere l'operato degli arbitri, con tutti i suoi pro e contro: "Noi abbiamo spinto per l'arbitro addizionale. Credo che un giudice di gara a pochi metri dalla linea di porta, se ha dei buoni occhiali, può vedere se il pallone è entrato oppure no". Insomma fiducia incondizionata ai direttori di gara, normali ad aggiuntivi. Sicuramente un buon modo per aiutare gli arbitri a proseguire nel loro lavoro, anche se ormai la protesta è diventata una mania e ad ogni errore si apre un putiferio di recriminazioni. Per adesso, comunque, nei campionati nazionali dei paesi europei non si utilizzeranno nè l'occhio di falco nè il GoalRef. Il primo, l'Hawk-Eye, è un apparecchio di moviola utilizzato nel tennis come anche nel cricket, che registra le immagini di quattro telecamere agli angoli del campo di gioco per stabilire se la palla...