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OLANDA/ Garlando (GdS): il guardalinee ucciso da tre sedicenni? Serve una "riforma del tifo" (esclusiva)

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OLANDA LUIGI GARLANDO PARLA DEL GUARDALINEE UCCISO DA TRE SEDICENNI (ESCLUSIVA) - Durante una partita di calcio giovanile olandese, alcuni ragazzi della squadra del Nieuw Sloten hanno picchiato e ammazzato di botte il dirigente della formazione avversaria, Richard Nieuwenhuizen, che stava facendo il guardalinee. L'uomo aveva 41 anni e un figlio militante nel Buitenboys, l'altra squadra impegnata nella partita incriminata. A seguito del fatto Edith Shippers, il ministro dello sport olandese, ha dichiarato che la federcalcio oranje e la giustizia reggeranno in maniera molto dura. Per capire come ci si può comportare di fronte ad un episodio del genere, e per un commento generale sull'accaduto, ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Luigi Garlando, giornalista della Gazzetta dello Sport e scrittore. Ecco le sue impressioni: 

Cosa ne pensa della tragedia di Amsterdam? E' un caso limite ovviamente. Non è la normalità ma la punta dell'iceberg, di un malessere che abbiamo anche da noi in Italia. Una volta si diceva che il sistema era sano alla base e poi si corrompeva man mano che ci si avvicinava al professionismo. Adesso c'è un sistema corrotto già alla base; in Italia abbiamo avuto dei segnali, qualche mese fa era stata interrotta una partita di ragazzini perchè i genitori si picchiavano in tribuna. L'esasperazione a livello giovanile è una frontiera sottovalutata, su cui bisognerebbe sensibilizzare e fare azioni.

Quali ed esempio? Impegnare le scuole nell'educazione al tifo, anche il CONI dovrebbe affrontare il problema. A livello di Gazzetta dello Sport avevamo iniziato una campagna con l'allora direttore Candido Cannavò, dal titolo "Io penso positivo". Educare i ragazzi fin da piccoli ai valori dello sport, al rispetto di avversari e regole significa poi riempire gli stadi di tifosi sani. Bisogna fare campagne con i campioni perchè essi stessi diano l'esempio. E' un caso che ci deve aprire gli occhi e spingerci ancora di più a un'azione di questo tipo. Io nello specifico da sei anni scrivo libri per ragazzi proprio per educare a questi valori: sento da vicino il problema e l'episodio in questione mi ha scioccato. 

Il ministro dello olandese ha parlato di reazione: ma come ci si può agire di fronte a un fatto del genere? E' difficile dire cosa possa fare la Federazione Olandese a livello pratico: è un caso di omicidio compiuto da ragazzini, una cosa assurda. Bisognerebbe fare qualcosa di plateale perchè il fatto è grave. Attenzione però.

A cosa?



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