BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ITALIA-USA/ Joe Tacopina (vicepres. Roma): l'Italia è l'America del calcio (esclusiva)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Cesare Prandelli, allenatore dell'Italia, foto Infophoto  Cesare Prandelli, allenatore dell'Italia, foto Infophoto

Penso a Matri, a Giovinco, e poi mi piace soprattutto Borini. Ovviamente sono un suo fan perché gioca nella mia squadra, la Roma, ma comunque lo considero un giovane eccezionale. 

A proposito di calcio americano e italiano, secondo lei la differenza è dal punto di vista dell'approccio sportivo o è una differenza in termini di popolarità di massa?

Ritengo che ci sia una grande differenza in termini di approccio sul campo. Gli americani sono certamente giocatori di talento, su questo non c'è dubbio. Quello che non hanno è un buon sistema di allenatori capaci, un sistema che capisca le sottigliezze del tipo di gioco. Quando osservi giocare gli italiani, o qualunque grande squadra europea, è come un'arte. Il modo con cui gli europei controllano e gestiscono la palla è diverso. Lo stile americano è ancora grezzo, più fisico e aggressivo. Ma non è uno stile artistico come quello che hanno i giocatori italiani. In definitiva, non è bello guardare una partita americana come lo è guardare una europea. Questa è la differenza fondamentale. 

Il calcio italiano secondo lei è ancora a questi livelli?

I giocatori italiani sono ancora i migliori al mondo. Per gli americani c'è ancora molta strada da fare. A noi manca il giusto training. 

Che cosa ne pensa di quei giocatori come David Beckham che vanno a giocare in America a fine carriera? Sono utili al gioco americano o si tratta solo di spettacolo?

Sono importanti per un solo motivo: alzano il livello di interesse nei confronti del calcio. David Beckham non è uno dei giocatori migliori del mondo, è forte, ma non è certo Andrea Pirlo. Ma siccome è Beckham e fa campagne pubblicitarie sugli indumenti intimi e tutto il resto, il livello di interesse si alza. La Major Leauge Soccer americana sta facendo un buon lavoro per alzare il livello del gioco, ma non è certo la Serie A italiana. Potrebbe essere equiparata alla Serie C. E' difficile fare paragoni, ma comunque il fatto che quel tipo di giocatori venga in America è comunque una buona cosa, aiutano il pubblico a prendere consapevolezza. 

Ci sono giocatori americani che suggerirebbe a qualche club italiano?

Ci sono dei buoni giocatori nella squadra nazionale americana. Dal punto di vista storico i nostri migliori giocatori non hanno fatto molto bene all'estero. Penso a Donovan o a Dempsey ad esempio. Ci sono attualmente dei bravi giocatori, ma non hanno ancora sviluppato il talento giusto. Ma credo che il momento perché sbocci in America il vero talento stia per arrivare. In Italia poi c'è già Michael Bradley, gioca nel Chievo, è molto bravo.

Che cosa pensa che la cultura americana e il vostro spirito imprenditoriale possono dare al nostro calcio?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >