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SERIE A/ Novara-Chievo (1-2): sintesi, gol e video highlights (ventunesima giornata)

Novara-Chievo termina sul punteggio di 2-1 per gli ospiti. La partita non è stata entusiasmante ma ha offerto qualche spunto di buon calcio. Il video di Novara-Chievo: gol e highlights

Caracciolo (Foto: Infophoto) Caracciolo (Foto: Infophoto)

Novara-Chievo termina sul punteggio di 2-1 per gli ospiti. La partita non è stata certo entusiasmante ma ha offerto qualche spunto di buon calcio. Tutto sommato la vittoria del Chievo è stata meritata. Il dato del possesso palla (48% Novara, 52% Chievo) riflette il generale equilibrio che ha caratterizzato questa partita. Non a caso, il numero di palloni giocati dalle due squadre è molto simile: 543 per gli azzurri, 537 per i clivensi. Pur avendo perso, il Novara ha gestito il pallone per larghi tratti della partita provando a costruire qualcosa con un atteggiamento progressivamente più offensivo. Mondonico le ha provate un po' tutte: ha inserito Rubino per Rinaudo sbilanciando il nuovo 4-4-2, ha buttato nella mischia anche Jeda. Niente da fare: la squadra azzurra è volitiva ma produce davvero troppo poco in attacco, come il 41% di pericolosità spiega in modo esauriente. Al Chievo è bastato tenersi sul 50% in questa statistica, sfruttando l'opportunismo del proprio bomber principe in un caso e l'unica vera azione in velocità della partita, capitalizzata da Thereau. Ripetiamo, il Novara non ha demeritato sotto il profilo dell'impegno profuso, ma il 55% di attacco alla porta (contro il 48% avversario, per capirci) è stato convertito in occasioni solo in minima parte da un attacco che obiettivamente non sembra all'altezza della massima serie. Alta la percentuale dei passaggi riusciti (61% del Novara, 62% del Chievo): la partita si è spesso impelagata in fraseggi di vario tipo ma raramente produttivi. Francamente, per salvare il Novara sembra volerci molto, forse troppo: se non altro Mondonico sembra pronto a raccogliere la sfida.
 Vantaggio del Chievo al 33' minuto del primo tempo. Paloschi effettua un cross da sinistra che spiove sul secondo palo, dove è in agguato Pelleissier; il bomber controlla bene il pallone a mezz'altezza, s'infila tra gli incerti Rinaudo e Gemiti, e di piatto destro infila l'incolpevole Ujkani sul primo palo. Da manuale il raddoppio gialloblù, a dodici dal novantesimo. Thereau recupera un pallone poco oltre il centrocampo e avvia l'azione lanciando Pellissier; dal limite sinistro dell'area novarese, il capitano si accentra e serve dall'altra parte Sammarco; da buona posizione, il centrocampista non tira ma tocca all'indietro per l'accorrente Thereau, che di destro infila in diagonale. Un minuto dopo, il Novara trova finalmente il gol: lanciato a sinistra, Rigoni con spazio crossa sul secondo palo, dove Mascara insacca di testa colpevolmente solo.
Mimmo di Carlo si è mostrato ovviamente più che soddisfatto per la vittoria esterna del suo Chievo sul Novara. Ai microfoni di Sky Sport ha elogiato innanzitutto la concentrazione del suo Chievo, mancata in effetti solo in occasione del gol di Mascara patito proprio mentre la squadra stava - praticamente - ancora esultando per il raddoppio: "questa vittoria l'abbiamo voluta e ottenuta soffrendo e lottando su ogni pallone". Di Carlo è consapevole però che la condizione - anche mentale - dei suoi giocatori anche se in crescita non è al top. In particolare si è soffermato su Paloschi "in crescita costante da quando è qui: adesso sta bene e sta facendo più di quanto faceva all’inizio". Dalla parta dei "vinti" Mondonico ha voluto comunque fare i complimenti alla sua squadra che anche se ha dimostrato di essere in un certo modo caratterizzata da una sorta di "coperta corta" dal punto di vista tattico (se attacca non riesce a difendersi con altrettanta efficacia e viceversa) ha i numeri per salvarsi. "La squadra e i ragazzi hanno bisogno di una vittoria per tornare a guardare con ottimismo la classifica - ha detto Mondonico - Guardando questi ragazzi mi sono accorto che meritano di stare in Serie A". Parola di Mondo, ora, partendo da qui, ci vogliono i fatti.