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PAGELLE/ Bologna-Chievo (2-2): i voti, la cronaca e il tabellino (ventottesima giornata)

La partita del Dall'Ara regala un saliscendi di emozioni. Bologna-Chievo si chiude con il risultato di 2-2, due volte avanti i veronesi, due volte raggiunti dalla squadra felsinea.

Alessandro Diamanti (Infophoto)Alessandro Diamanti (Infophoto)

La partita del Dall'Ara è un saliscendi di emozioni. Bologna-Chievo si chiude con il risultato di 2-2, due volte avanti i veronesi con le firme di Andreolli e Thereau, due volte raggiunti dalla squadra felsinea. Un punto a testa e classifica che continua a muoversi per entrambe le formazioni, sempre più vicine alla salvezza.

Definire la sfida tra Bologna e Chievo come uno scontro salvezza sarebbe ingeneroso nei confronti del campionato di queste due formazioni, partite con l'obiettivo 40 punti nel mirino e ritrovatesi, a campionato inoltrato, nelle zone centrali di classifica, lontano da ogni stress e con un finale di stagione apparentemente in discesa. La sfida della ventottesima giornata ha così l'aria di essere una classica partita di fine stagione con un pareggio già scritto e la possibilità di vivere 90 minuti di pura noia. Se a questa sensazione aggiungiamo il clima primaverile che accompagna la giornata bolognese, il dado parrebbe a questo punto esser tratto. A dir la verità, in effetti, il primo tempo della sfida non propone nulla di entusiasmante. Di Carlo propone il suo Chievo tutto solidità e pragmatismo; il Bologna, galvanizzato dall'impresa di Roma si presenta invece alla sfida con il petto gonfio e lo stomaco sazio. Un errore pagato caro al 27esimo minuto, quando sulla traiettoria di un innocuo tiro di Pellissier si frappone il corpo di Andreolli, autore della beffarda deviazione che spiazza Gillet e firma il vantaggio clivense. Un vantaggio tutto sommato meritato, perché prima e dopo la rete ospite, gli scaligeri hanno il merito di condurre la partita. Nessun fuoco d'artificio, sia chiaro, ma quanto basta per rientrare negli spogliatoi con il sorriso e la sensazione di una partita in pugno. Tanto è vero che al 36esimo, sull'ultimo squillo dei primi 45' di gioco è Gillet a dover fare gli straordinari per togliere la gioia personale a Dramé, autore di una prepotente inzuccata.

L'intervallo porta consiglio al Bologna ed al suo tecnico che effettua un doppio cambio e si regala due ali nuove, disegnando una squadra più offensiva. I risultati si vedono in maniera ambigua, perché da un lato i felsinei trovano maggiori geometrie nella metà campo avversaria, dall'altro prestano il fianco alle ripartenze venete. La fortuna però aiuta gli audaci e così la decisione di rischiare paga. Ci pensa Di Vaio al 14esimo della ripresa a ristabilire il risultato di parità, sfruttando una punizione di Perez e ribadendo in rete da pochi passi. Il Chievo si lamenta per una posizione di fuorigioco, ma la chiamata dell'assistente è impeccabile. Ristabilito l'equilibrio, l'incontro vive una fase centrale di stallo. Per dieci minuti non succede nulla, poi l'ordine ed il rigore tattico degli ospiti pagano; ancora una volta. L'asse Pellissier-Thereau confeziona il nuovo vantaggio a 20' dal termine. Può essere la volta buona, ma non lo è. La squadra di Pioli si affida all'estro dei suoi singoli. Il lusso di avere Diamanti, Ramirez e Di Vaio in rosa viene confermato ancora una volta al 36esimo minuto. A prendersi le luci della ribalta è il trequartista di Prato che con il suo mortifero mancino piega la resistenza di Sorrentino e timbra il definitivo 2-2.