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PAGELLE/ Inter-Atalanta (0-0): i voti, la cronaca e il tabellino (ventottesima giornata)

E' ancora delusione la parola per descrivere lo stato d'animo dei tifosi interisti, che ancora una volta vengono traditi dalla propria squadra, che si fa bloccare 0 a 0 in casa dall'Atalanta

Claudio Ranieri (Foto: Infophoto) Claudio Ranieri (Foto: Infophoto)

E' ancora delusione la parola per descrivere lo stato d'animo dei tifosi interisti, che ancora una volta vengono traditi dalla propria squadra, che in una giornata perfetta per guadagnare punti Champions, si fa bloccare 0 a 0 in casa da una non irresistibile Atalanta, che guadagna un punto importante. E quello che più dispiace, è la sistematica assenza di gioco, di piacevolezza, di divertimento, visto che le poche occasioni create sono il frutto di rabbia, nervosismo e assalti istintivi, e la maggior parte queste poche occasioni vengono malamente buttate al vento, come oggi è successo con Milito. 
- Come detto, le occasioni sono state davvero poche, e quasi tutte per l'Inter. La prima, che è anche la più clamorosa dell'intera gara, è a favore del Principe Milito, che al 23' si fa parare da Consigli un rigore conquistato da Pazzini. Secondo penalty sbagliato consecutivamente dall'argentino, che dopo quello con il Chievo sbaglia anche questo, che si sarebbe rivelato decisivo. Questo episodio scuote gli interisti, che finora avevano un po' subito i bergamaschi, e comincia un'attacco nervoso e istintivo alla porta di Consigli. Il problema però è che le offensive dei milanesi sono abbastanza innocue, nel senso che non sono tali da finire sul tabellino, dove invece finisce il gran tiro da fuori di Raimondi che al 36' rischia di punire beffardamente Julio Cesar. Sostanzialmente finisce qui il primo tempo, in cui i promossi sono Obi e Maicon da una parte, per la freschezza e il dinamismo con cui conducono le folate d'attacco, e Carmona e Cigarini dall'altra, con il primo che spezza gli attacchi avversari e il secondo che riorganizza le azioni dei suoi.
- L'intervallo non rinfranca più di tanto i giocatori, che rientrano più stanchi e con meno foga. Agli atalantini va bene così, dato che non hanno nessuna intenzione di svegliare il can (spelacchiato) che dorme (sonnecchia). E così, la partita diventa ancora più brutta, visto che se prima le azioni da gol arrivavano dall'Inter, ora che i nerazzurri non creano più nulla, non si vede nessun affondo pericoloso. Si gioca più sul centrocampo, e una volta che la palla arriva all'attacco si sterilizza, anche perchè dopo che Zarate rileva Milito la situazione peggiora, allargandosi costantemente l'ex laziale rendendosi spesso avulso dal gioco. L'unica emozione arriva da Poli, che si improvvisa bomber e scarica un gran destro dal limite, sul quale però Consigli si getta con sicurezza. E' praticamente l'unica occasione dei padroni di casa, che cedono definitivamente il passo ai bergamaschi, che vedono Marilungo uscire per infortunio, rilevato da Gabbiadini, che non disattende le grandi aspettative che ci sono su di lui e fa subito impazzire la retroguardia interista: al 61' è strepitoso nel girare di testa un cross teso che arrivava da sinistra, prolungandolo sul secondo palo, ma trovando la deviazione in tuffo di un grande Julio Cesar; quindi, al 79', viene servito al limite dell'area e, spalle alla porta, si gira bevendosi Lucio, che è costretto a stenderlo un secondo prima che tirasse. Il rigore sembra netto ed evidente, almeno tanto quanto il talento del giovane campione. Stavolta i minuti finali, in particolare quelli di recupero, non regalano emozioni, come qualche giorno fa, e anzi accompagnano al triplice fischio una partita stanca, noiosa e deludente.