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PAGELLE/ Lecce-Palermo (1-1): i voti, la cronaca e il tabellino (ventottesima giornata)

Lecce e Palermo si dividono la posta in palio in una partita equilibrata sotto ogni punto di vista. 1-1 il conto delle reti, un'espulsione a testa ed una lunga serie di emozioni.

Serse Cosmi, allenatore Lecce (Infophoto) Serse Cosmi, allenatore Lecce (Infophoto)

Lecce e Palermo si dividono la posta in palio in una partita equilibrata sotto ogni punto di vista. 1-1 il conto delle reti, un'espulsione a testa e una lunga serie di emozioni. Neanche stavolta arriva la vittoria esterna per i rosanero. Il Lecce vede invece avvicinarsi il Novara in attesa dello scontro diretto di settimana prossima.

Alla ricerca di una vittoria esterna mai arrivata in stagione, il Palermo si presenta al Via del Mare con l'obiettivo di riuscire nell'impresa. L'inizio non è però dei migliori perché il copione dei primi minuti prevede l'ormai abituale errore di Munoz che dopo solo sei minuti stende Bertolacci in area di rigore. Dal dischetto va Di Michele che angola imparabilmente e rende vano l'intuito di Viviano, abile nell'indovinare il lato ma ancora lontano dalla beatificazione. Sembra il preludio all'ennesima trasferta storta per la banda di Mutti. La fortuna però gira e al quarto d'ora sembra ridonare con gli interessi il maltolto. Nell'arco di 120 secondi, infatti, il Lecce si esibisce in un doppio suicidio calcistico. Prima Benassi sbaglia il tempo dell'uscita e concede il perdono a Munoz, abile nello svettare di testa ed infilare nella porta sguarnita; poi Oddo pasticcia sull'iniziativa di Hernandez e da terra lo sgambetta. L'ammonizione ci starebbe tutta, il rosso forse. Tagliavento opta per la seconda opzione e con un uomo in più ed il risultato in parità, la domenica del Palermo pare prendere una piega completamente diversa. Quando tutto sembra girare per il verso giusto arriva l'ingenuità clamorosa di Bertolo. L'argentino si fa cogliere con le mani nella marmellata tirando una testata di reazione su Delvecchio e lasciando in dieci anche la squadra ospite.

Il pareggio non serve a nessuno e per questo al ritorno dagli spogliatoi le due squadre rientrano in campo alla ricerca del colpo grosso. La doppia espulsione concede inoltre numerosi spazi ed allunga le squadre che regalano continui ribaltamenti di fronte. Le occasioni migliori sono però dei padroni di casa, trascinati dal solito frizzante Muriel. Il colombiano è una scheggia impazzita nel radar della partita e la sua vivacità appare come una bomba pronta ad esplodere in ogni istante. Per quanto riguarda il Palermo, invece, la reazione è affidata ai calci piazzati, con l'asse collaudato che viaggia dai piedi di Ilicic alla testa di Munoz. Ben più pratico è il Lecce che al 25esimo ha l'occasione clamorosa per passare. Miglionico gode di inaspettata solitudine sul versante sinistro dell'area e con una botta al volo da pochi passi trova il perfetto piazzamento di Viviano, abile nel negargli la gioia della rete. Dall'altro lato la reazione è immediata ed affidata all'estro di Ilicic. Il pallonetto dello sloveno trova però la pronta risposta di Benassi, bravo nel ripetersi anche pochi minuti sulla staffilata del subentrante Zahavi. Nel finale arrivano gli estremi tentativi dei padroni di casa che spesso prestano il fianco al contropiede palermitano, non succederà però nulla. Al triplice fischio di Tagliavento, giunto puntuale allo scoccare del quarto minuto di recupero, la partita si chiude con un risultato di pareggio che fa felice solo Mutti (forse).