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MORTE MOROSINI/ Perico (giovanili Atalanta): vi racconto di Piermario, che mi stupì dopo la morte della madre… (esclusiva)

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Piermario Morosini (Infophoto)  Piermario Morosini (Infophoto)

Poco tempo dopo quel pellegrinaggio morì sua mamma, e ricordo che quel fatto impressionò molto anche me e mia moglie. Lui era molto maturo e cercò anche per quanto possibile di sostituire i suoi genitori con i suoi fratelli. Purtroppo il fratello non aveva la stessa forza e un giorno si suicidò gettandosi dal balcone di casa. Eppure lui era sempre pronto a dare il meglio e ad affrontare la vita in modo positivo.

Un fatto impressionante nella sua situazione. Lei come se lo spiega?

Secondo me questa sua positività, questo suo ottimismo erano davvero una grazia, un dono che Piermario aveva e che gli dava una grande forza. In ogni cosa che faceva metteva tutto se stesso per farla nel modo migliore possibile; e se non riusciva ad ottenere quello che voleva, almeno non aveva rimpianti. Anche in questo caso, questo valeva pure sul campo da calcio: infatti nonostante la sua carriera avesse passato diverse fasi, fin da quando a 18 anni lo prese l’Udinese, ancora oggi aveva margini di miglioramento.

Che insegnamento può lasciarci dunque Morosini?

Prima di tutto è un insegnamento a tutti quelli che vivono delle difficoltà nella loro vita. Ma credo di poter dire che sia un insegnamento anche per tutto il mondo dello sport, che forse è andato oltre i suoi limiti negli ultimi anni, e nel quale lo spettacolo ha sempre più il sopravvento sui valori.

E la sua morte che senso può avere?

Oggi è di nuovo insieme a sua mamma, a suo papà e a suo fratello: per me questa è una cosa che dà grande serenità.

 

(Mauro Mantegazza)



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