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PAGELLE/ Genoa-Siena (1-4): i voti, la cronaca e il tabellino (trentaquattresima giornata)

Un Genoa-Siena destinato a passare agli annali per fattori extra-calcistici si chiude con la netta e meritata vittoria della squadra di Sannino. Al Marassi finisce 1-4. 

Mattia Destro, attaccante Siena (Infophoto)Mattia Destro, attaccante Siena (Infophoto)

Un Genoa-Siena destinato a passare agli annali per fattori extra-calcistici si conclude con la netta e meritata vittoria della squadra di Sannino. I bianconeri espugnano il Marassi con un secco 1-4 che fa esplodere la rabbia dei tifosi rossoblu. Partita interrotta a lungo per l'atteggiamento della tifoseria ligure, protagonista di una protesta incivile nel giorno che segnava il ritorno in campo dopo la tragedia di Morosini.

Nello scontro salvezza contro il Siena, quello che doveva essere del rilancio per la squadra di Malesani si consuma invece l'incubo. Probabilmente il punto più basso della stagione genoana, sia da un punto di vista meramente calcistico, sia sul piano dell'immagine. A poco serve la partenza a spron battuto dei padroni di casa, le conclusioni di Biondini, Bovo ed il colpo di testa di Palacio servono solo a rendere più amara la storia della gara. Il quarto d'ora di fiamme e fuoco si affievolisce al primo affondo senese. Alhassan commette fallo sul vertice destro dell'area. Brienza va sul punto di battuta, la conclusione viene deviata da Gilardino e la palla si insacca alle spalle di Frey. Un colpo nell'orgoglio che distrugge le certezze del grifone. Non passano neanche due minuti e Destro insacca di testa, al centro dell'area, solo ed indisturbato senza neanche dover saltare. Il doppio vantaggio, raggiunto praticamente senza sforzo e con l'aiuto decisivo della dea bendata, mette la partita in discesa per gli uomini di Sannino. La serie di sfortunati eventi che vede coinvolta la formazione genoana trova il suo apice al 37esimo minuto, quando il capolavoro di Brienza mette la parola fine sulle speranze di rimonta. Lo 0-3 è un perfetto mix di tecnica, disattenzioni difensive e aiuto della sorte. L'ex giocatore del Palermo si libera alla conclusione dal limite dell'area e fredda Frey con una conclusione imparabile. Di fatto non si gioca più. Al rientro negli spogliatoi gli uomini di Malesani vengono subissati dai fischi: nulla in confronto a quello che succederà nella ripresa.

Servirebbe un'impresa ai limiti del possibile per rientrare in partita ed il Genoa di Malesani, depresso e impaurito, riesce a malapena ad abbozzare un'azione offensiva. Il quattro è allora il numero fatale, perché proprio al quarto minuto della ripresa gli uomini di Sannino arrotondano il punteggio. Decisivo il solito Brienza che, dopo la doppietta, veste i panni dell'assistman e pesca Giorgi in area. Il tiro al volo dell'esterno di Sannino è una perla che gonfia la rete genoana e la rabbia dei suoi sostenitori. Da qui in poi va in scena la pagina più triste della giornata. Il pubblico di fede rossoblu obbliga l'interruzione del gioco e invita i giocatori a togliersi la maglia. Un invito inizialmente accolto da buona parte dei giocatori genoani, poi le diplomazia di Sculli permette la ripresa della partita. Ma è solo una recita. Delgrosso intercetta maldestramente un cross di Mesto e insacca alle spalle di Brkic. La gradinata gira le spalle al campo e si prosegue con una mezz'ora di pura formalità. Intanto il Lecce pareggia a Roma e rosicchia un altro punticino... Lo spettro di Marassi continua a mietere vittime. Ad un anno di distanza.