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FOLLIA A MARASSI/ Perrone: il calcio è ostaggio degli ultras, c'è un problema educativo (esclusiva)

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Contestazione al limite del violento a Marassi (INFOPHOTO)  Contestazione al limite del violento a Marassi (INFOPHOTO)

Ma allora qualsiasi stadio inglese avrebbe grossi problemi ogni week-end. Sono tutte stupidaggini, non è un problema di impianti. Fossero stati allo Juventus Stadium probabilmente sarebbero davvero entrati in campo.

Qual è il problema dunque?

Il problema non sono gli stadi, ma la gente che ci va. Mi chiedo una cosa: questi 50 individui, questi pochi ultrà, sono riconoscibili? Dovrebbero stare in galera, finchè li si lascia a piede libero il problema persiste. Gli stadi italiani potranno anche essere brutti, ma il problema è la gente.

Il fatto è capitato pochi giorni dopo la scomparsa di Piermario Morosini. Dopo la quale ne abbiamo sentite tante: cosa è rimasto della morte?

Non resta niente. E’ stato un avvenimento vissuto come emozione, e non come cambiamento. L’emozione, se non produce un cambiamento, è un involucro vuoto.

Come legge tutto il movimento che la morte di Morosini ha generato?

Tutti coloro che si sono mossi nel calcio, non hanno capito che serve un cambiamento della persona in quello che fa. Ripeto, in questo senso la morte di Morosini è stata inutile, perché ha prodotto un’emozione ma non una riflessione.

Che tipo di riflessione intende?

Uno sguardo nuovo sulle cose. Noi ci commuoviamo, anche per Morosini ci siamo commossi; ma se la commozione non è accompagnata da un passo del genere è inutile.

Un problema umano, potremmo dire: come lavorarci su?

Con l’educazione, ma fin da piccoli. E in questo caso anche con la repressione, comminando pene giuste e più severe. Le due cose vanno portate avanti insieme.

Il calcio può contribuire a questa educazione?



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